concerto

Domenica 17 giugno, alle ore 17,00 nella Sala del Refettorio Musei San Domenico evento di chiusura della mostra “l’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio”. Programma: Gustav Mahler sinfonia nr. 4 in sol maggiore (versione per orchestra da camera) Bedächtig, Nicht eilen, recht gemächlich Im gemächlicher Bewegung, Ruhevoll Sehr behaglich “Das himmlische Leben”.
Carlo Crivelli “La nascita del tempo” opera commissionata da Orchestra Maderna prima esecuzione assoluta.
Vittoria Magnarello (soprano), Paolo Chiavacci (direttore), I Virtuosi dell’Orchestra Maderna, I Cameristi del Conservatorio. Ingresso libero.
Il concerto viene realizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì come evento di chiusura della mostra ed è promosso da Orchestra Bruno Maderna, Associazione Amici dell’Arte, Conservatorio Statale di Musica.
Mahler nella sua IV sinfonia esprime un anelito struggente al superamento dell’esistenza terrena, infatti all’interno della partitura si può individuare un percorso interiore che segue una riflessione sui temi della morte e dell’infanzia. Questa sinfonia è una di quelle per cui l’autore aveva scritto un “programma”, che poi venne ritirato dallo stesso compositore, ma che ci permette di dedurre che, in questo caso, la musica voleva alludere ad altro da sé, voleva trasmettere una visione interiore. Il mondo intimo dell’autore viene alla luce nella composizione attraverso il contrasto tra momenti che esprimono una pace solenne, felice, una serenità seria e dolce (nel canto finale, ispirato dal Lied Das himmlische Leben, dove con occhi infantili viene descritta la vita celestiale), ed altri nostalgici, tristi, se non macabri (la danza del secondo movimento, che riflette la fine tragica della vita; infatti il sinistro crin-crin del violino, accordato un tono sopra, rinvia simbolicamente alla morte,).
Anche nello stile troviamo elementi contrastanti; già nel primo movimento si può notare quella commistione di melodie classiche e popolari che sincretisticamente vengono a definire l’essenza della poetica mahleriana. Questa opera guarda dunque ai modelli della classicità viennese, ma offre elementi impensabili in quell’ambito, come l’inizio con i sonagli del Lied finale.
Troviamo un parallelismo tra la IV sinfonia che spazia dalla volontà di esprimere la vita terrena alla finale visione di quella celestiale, e la mostra “L’Eterno e il tempo”, dove già il titolo ci da la misura di un’arte che si muove tra opere legate alla dimensione terrena ad altre il cui sguardo volge all’eternità.
Nella seconda parte verrà eseguito il brano “la vita celeste” commissionato al M° Carlo Crivelli, compositore molto attivo nella produzione di colonne sonore di film, ispirato al tema della mostra “L’Eterno e il tempo” con uno sguardo contemporaneo sulle opere esposte ed una relazione forte sull’espressività mahleriana.
Carlo Crivelli, compositore. Formatosi alla Scuola di Domenico Guaccero, concentra la sua attività nel campo della composizione concertistica tradizionale e in quello della musica applicata, con particolare attenzione al rapporto con l’immagine. Ha composto per le più svariate formazioni orchestrali e le sue composizioni (tra le quali “Iride”, “Il Drago”, “La pazzia di Lear”) sono state eseguite in importanti teatri americani come il Guggheneim di New York e il Colombo di Buenos Aires. I suoi lavori di Musica Contemporanea d’Arte sono stati eseguiti oltre che in Italia e nei già citati Stati Uniti ed Argentina, anche in Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Canada, Grecia, Bulgaria, Turchia, Finlandia, Cuba, Cina e Australia. È fondatore nel 2001, insieme a Jonathan Williams, dell’Orchestra Città Aperta di cui è Presidente, nonché docente al Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila. Per quanto riguarda il rapporto con il cinema, Crivelli è autore di numerose colonne sonore. Anzitutto si ricorda la lunga collaborazione con Marco Bellocchio: “Diavolo in corpo”, “La visione del sabba”, “La condanna”, “Il sogno della farfalla”, “Il principe di Homburg”, “Elena”, “La balia”, “Vincere”, “Sorelle mai”, “Bella addormentata”. Ha lavorato, inoltre, con Paolo e Vittorio Taviani per il film “Le affinità elettive” (1996), con Marco Tullio Giordana per “Appuntamento a Liverpool” (1988), con Aurelio Grimaldi per “La ribelle” (1993). Per Michele Placido ha scritto la colonna sonora dei film “Del perduto amore” (1998) e “Un viaggio chiamato amore” (2002). Ha composto le musiche anche per “La spettatrice” (2003) di Paolo Franchi, per “La guerra dei fiori rossi” (2006) di Zhang Yuan e per “Il 7 & l’8” (2007) di Avellino, Ficarra e Picone, nonché per “La Passione” (2010) di Carlo Mazzacurati ed “È stato il figlio” (2012) di Daniele Ciprì. È stato candidato per quattro volte al CIAK d’oro, due alla Grolla d’oro, due al Globo d’oro e due al David di Donatello. È stato insignito del premio Nino Rota dal Festival di Salerno e ha vinto il premio Cicognini nel 2007. Ha ricevuto nel 2010 sia il Prix France Musique per la miglior colonna sonora (“Vincere”) sia il Premio Goffredo Petrassi. Si ricordano, inoltre, i suoi lavori per la televisione: “Anni Luce” (1985) di Gian Vittorio Baldi; “Oh! Samba” (1988) e “Cuore di ladro” (1988) con la supervisione di Ettore Scola; “L’uomo dal fiore in bocca” (1993) di Marco Bellocchio. Numerose, anche, le fiction e i film tv per cui ha composto le musiche: “Un bambino in fuga I” (1989) e “Un bambino in fuga II” (1992) di Mario Caiano; “Era mio fratello” (2007) di Claudio Bonivento; “Storia di Laura” (2010) di Andrea Porporati e “Il sogno del maratoneta” (2012) di Leone Pompucci. Con Alberto Sironi, poi, ha lavorato alle fiction: “Salvo D’Acquisto” (2003), “Virginia la monaca di Monza” (2004), “Testimone inconsapevole” (2005), “Ad occhi chiusi” (2005). Ha composto la colonna sonora del documentario “Auschwitz” 2006 (2007) di Saverio Costanzo.