aeroporto di Forlì foto fabrizio verni

«La riapertura dell’Aeroporto Luigi Ridolfi, soprattutto se significherà il ricollocamento dei lavoratori lasciati a casa in questi anni, è un’ottima notizia, ma non ci uniamo acriticamente al coro di entusiasmo che si è alzato in questi giorni. I motivi sono molto concreti e provengono dall’esperienza degli anni passati. Ci ricordiamo infatti l’entusiasmo, delle stesse forze politiche di oggi, con cui era stato accolto l’imprenditore americano Robert Halcombe, poi rivelatosi un enorme fallimento. E nemmeno ci possiamo dimenticare dei tanti milioni di euro, dei cittadini Forlivesi, bruciati dagli enti pubblici nella Seaf.
È vero, gli imprenditori sono diversi, ma i problemi da sciogliere per la ripartenza e poi, eventualmente, per la messa a profitto sono molti e non dissimili da quelli incontrati da Halcombe. Innanzitutto, l’investimento finanziario di 15-20 milioni di euro è enorme e ad oggi si devono ancora reperire le risorse. Tra l’altro in un contesto già saturo, con due aeroporti vicini: uno internazionale (Bologna) e uno turistico (Rimini) già a pieno regime e con rotte collaudate. Perciò, l’avvio è tutt’altro che scontato.
Infine, ci preoccupa il richiamo, più volte avanzato, della collaborazione degli enti pubblici, perché non vorremmo che ciò significasse un contributo economico, diretto o indiretto, da parte dei Comuni o della Regione: come sempre, dei cittadini. È già successo e in Italia spesso le iniziative imprenditoriali hanno richiesto una contropartita dallo Stato, come non ricordare la vicenda dell’Alitalia e dei Capitani coraggiosi.
Ai cittadini quindi diciamo di diffidare dalla propaganda e dai facili entusiasmi e di vigilare sulle contropartite, dirette o indirette, che gli enti pubblici dovranno pagare per un eventuale avvio dell’Aeroporto e se, effettivamente, sarà per i forlivesi e i romagnoli un investimento conveniente o in perdita».

Nicola Candido Potere al Popolo Forlì