Pieve_di_San_Martino_in_Barisano

Per sabato 19 maggio, alle ore 16,00, l’Associazione “Antica Pieve” di Forlì, organizzerà una visita guidata condotta dallo storico dell’arte Marco Vallicelli alla pieve di San Martino in Barisano e di Pieve Acquedotto (il ritrovo è fissato davanti alla chiesa di Barisano in via Voltuzza 6/a).
Barisano faceva parte di quelle terre che ai tempi dei romani erano destinate ai veterani a riposo della flotta romana di Classe di Ravenna, come ricompensa per il servizio prestato. Qui sorse probabilmente una “villa”. Questo spiegherebbe la ragione dei mosaici rinvenuti durante il restauro degli anni ’80 a quasi due metri di profondità dal piano di calpestio attuale, certamente non di natura religiosa ed ancor meno ecclesiastica, ma più probabilmente da identificarsi con il pavimento di una casa padronale romana (“villa”, appunto) del V-VI secolo, trasformata in chiesa nel VII-VIII secolo. Si tratta di mosaici pavimentali a figure geometriche con fiori, o riproducenti bordi a treccia e disegni fitomorfi, costituiti con tessere policrome, motivi decorativi indiscutibilmente “laici”. Lo stesso intervento di restauro riportò alla luce, sotto l’altare maggiore, la cripta del IX-X secolo, mentre alle pareti sono stati rinvenuti affreschi fra cui “San Martino a cavallo che dona il mantello” e un frammento della “Madonna con il Figlio”. La loro datazione risulta ardua, a causa della condizione dei reperti pittorici. Probabilmente sono databili all’anno Mille, quando la chiesa fu radicalmente modificata: con la costruzione della cripta si provvide anche alle decorazioni che forse ricoprivano tutto l’interno del luogo di culto.
Intorno alle ore 17.00 i partecipanti si trasferiranno a Pieve Acquedotto, in via Ca’ Mingozzi 9, per visitare la locale pieve, che si trova sulla direttrice attraverso cui passava l’acquedotto fatto costruire dall’imperatore Traiano (53 d.C. – 117 d.C.). L’edicio attuale è stato edificato nel XII secolo sui resti di una chiesa più antica, molto probabilmente con le caratteristiche delle altre pievi della pianura romagnola. L’aspetto attuale riprende i motivi dello stile romanico. Osservando l’insieme del complesso dall’esterno, si notano molte tracce degli interventi praticati alle murature nel corso dei secoli, che hanno avuto dei riflessi sugli interni dove lungo le pareti sono stati rinvenuti, in epoche diverse, tracce di affreschi molto interessanti. Nei pressi del presbiterio è collocata una pregevolissima opera a stucco rappresentante la “Madonna con Bambino”, replica o copia di un bassorilievo di Antonio Rossellino (un’altra versione si trova nella Pinacoteca di Forlì).
Singolare la presenza a metà circa del campanile, uno dei pochi non distrutti durante il Secondo conflitto mondiale dai soldati tedeschi in ritirata, di una bifora formata da una doppia colonna, in marmo greco, una intrecciata intorno all’altra. Mentre sul sagrato esterno si trova una colonna in marmo grigio di epoca romana, databile al IV secolo d.C., sulla quale ancora oggi gli storici si interrogano sulla provenienza, su che funzione avesse e sul significato delle scritte in latino presenti.
Durante il corso delle due visite Gabriele Zelli racconterà l’importanza che ha avuto per l’economia locale il canale di Ravaldino dove si insediò, sfruttando la forza motrice dell’acqua, anche il molino di Barisano, tutt’ora operante, e l’opera di salvataggio delle opere d’arte della Pinacoteca di Forlì e del patrimonio del Fondo Piancastelli che durante il Secondo conflitto mondiale, per salvaguardarli dai bombardamenti, furono spostati in luoghi decentrati, compresa la canonica di Pieve Acquedotto.
A tutti i partecipanti sarà consegnata in omaggio copia del volume “Antiche Pievi. A spasso per la Romagna” a cura di Marco Vallicelli, Marco Viroli e Gabriele Zelli, edito dall’Associazione Culturale “Antica Pieve”.
Le visite si svolgeranno anche in caso di pioggia. Al termine merenda per tutti. Per informazioni Claudio 3386462755 – Gabriele 3493737026.

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.