Andrea Cintorino Lega Nord

L’assessore Raoul Mosconi, in diverse occasioni, ha mostrato i suoi limiti di conoscenza superficiale e approssimativa dell’islam. Il rispetto prima lo diano i residenti di fede islamica conformandosi alle nostre regole e alle nostre leggi laiche e non pretendendo di piegarle ai loro dogmi religiosi oscurantistiIl cosiddetto imam del centro di cultura islamica di via Fabbretti non la racconta giusta e diventa addirittura deplorevole la scusa che accampa per evitare i contatti con la moschea di via Masetti, strumentalizzando la figlia, con la frasetta attribuitale che dovrebbe muovere a compassione e ventilare sentimenti di intolleranza nei loro confronti. Mezzucci, questi, che rispediamo al mittente chiedendo al sedicente imam di chiarire le vere ragioni per cui non vuole spostarsi nella ‘vera’ moschea del Ronco. Ragioni che potrebbero essere di tutt’altra natura rispetto a quello che vuole farci credere”. Lo affermano l’onorevole Jacopo Morrone, segretario regionale della Lega Romagna, e Andrea Cintorino, Segretario Provinciale di Forlì-Cesena del Carroccio.
E che non si permetta, il sedicente imam, di paragonare le chiese e la loro presenza nelle nostre città e queste sale utilizzate abusivamente per le preghiere islamiche. La tradizione e la civiltà del nostro paese affonda le sue origini nel cristianesimo e quindi a pieno titolo, nei luoghi dedicati, sono sorte chiese e basiliche. E se, naturalmente, la nostra concezione non confessionale, laica, ingenerata anche dai principi cristiani, ci porta a difendere la libertà di tutti a professare la propria fede, ciononostante, per lo stesso motivo, non possiamo non prestare grande attenzione a quei fondamenti dell’islam che contrastano con i nostri principi costituzionali e con i diritti inalienabili delle persone. Per questo invitiamo l’amministrazione forlivese, nei rapporti che intrattiene con le varie componenti dell’immigrazione islamica, talvolta in antitesi tra loro, a non sottovalutare le profonde differenze, talvolta inconciliabili, che ci sono tra noi e l’islam, religione che disciplina tassativamente anche i rapporti sociali, politici, personali, giuridici. L’assessore Raoul Mosconi, in diverse occasioni, ha invece mostrato i suoi limiti di conoscenza superficiale e approssimativa dell’islam. Il rispetto prima lo diano i residenti di fede islamica adattandosi alle nostre regole e alle nostre leggi laiche che dovrebbero impedire l’attività religiosa nella sede di un centro di promozione sociale. Sappiamo benissimo che l’integrazione con gli immigrati islamici è difficile se non impossibile, ma se dobbiamo convivere bisogna che questa convivenza si basi su regole e norme che le amministrazioni devono far rispettare senza concessioni sotto banco buoniste e lassiste. Non è concepibile, né sarebbe ammissibile che le nostre norme e le nostre regole fossero adattate in modo surrettizio a dogmi imposti e principi prestabiliti dal dio islamico nel VII secolo”.