Cesenatico: quando i risultati si vedono

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A Cesenatico le portate di pioggia, sempre più rapide ed intense a causa dell’imponente urbanizzazione degli ultimi decenni ed oggi non più compatibili con le sezioni di deflusso disponibili, hanno reso necessaria la realizzazione nel porto canale leonardesco delle Porte vinciane. Opera pubblica che però ha mostrato nel corso degli anni segni evidenti di inadeguatezza amministrativa causante un corposo spreco di denaro pubblico che continua imperterrito.
La storia
Realizzate dalla CMC nel 2004 e costate 10 milioni di euro, entrarono in funzione per la prima solo nel dicembre 2010 a causa dei problemi d’insabbiamento che in quei 6 anni ne minarono la funzionalità. Non prevedere in fase di progettazione che un porto fluviale fosse soggetto ad inevitabili accumuli di sabbia e quali soluzioni adottare in fase di progettazione, ha il sapore dell’incompetenza. Quando poi furono chiuse per la prima volta, si ruppe un pistone idraulico che le fece rimanere semiaperte vanificando la funzione protettiva per cui erano state costruite. In seguito il problema dell’insabbiamento continuò ad impedire sia la chiusura che l’apertura con notevoli disagi per la marineria locale. Nel 2010 fu ancora la CMC ad aggiudicarsi l’appalto per la realizzazione dei ‘disgregatori’, grosse pompe in grado di liberare i meccanismi dalla sabbia. Quest’opera pubblica per la pulizia della soglia delle porte costò alla collettività 1 milione 200mila euro, di cui 300mila a carico del comune di Cesenatico. Singolare ciò che dichiarò in merito l’allora capo della protezione civile Guido Bertolaso: “Qui si lavora senza lamentele eccessive ed i risultati si vedono. Soltanto in Emilia Romagna partono i progetti e si mettono in moto i cantieri per realizzare le opere pubbliche, anche quando non ci sono tutti i fondi necessari. Se fosse così anche nelle altre regioni, dove spesso gli amministratori aspettano invece di avere l’intera copertura, i problemi si risolverebbero molto prima”.
Peccato che il problema di chiudere ed aprire le Porte vinciane a causa dell’insabbiamento, nonostante i costosi interventi correttivi è rimasto tutt’ora irrisolto e parafrasando Bertolaso, “i risultati si vedono” ma i responsabili no.

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Nato a Rimini nel 1970, giornalista investigativo si occupa soprattutto di Ambiente, Sicurezza Lavoro, Balneazione, Archeologia industriale. Ha lavorato 4 anni a La Voce di Romagna ed alcuni mesi al Corriere Romagna. Da 5 anni è freelance. Archivia tutti i video servizi sulla pagina pubblica Youtube “LaVoceRomagnola”.