Jacopo Morrone Lega Nord

E’ un’altra conferma del gravissimo errore politico e sociale che riguarda tutta la partita dell’accoglienza incondizionata, incontrollata e indiscriminata, con tutto quello che sta dietro a questo fenomeno sul piano economico” scrive in una nota la Lega.
La revoca dello status di richiedente asilo e l’espulsione immediata sono atti doverosi. Sarebbe infatti irresponsabile chiudere gli occhi di fronte ad atti come il sequestro dell’operatrice segregata in una stanza per futili motivi da due stranieri ospitati a San Benedetto in Alpe. Si darebbe infatti l’idea a queste persone che in Italia è possibile compiere qualsiasi atto illegale senza pagare dazio. Aprendo la strada, come già accaduto, a qualsiasi comportamento contrario alla legge, contando sull’impunità consentita da quel deleterio permissivismo buonista usato nei confronti degli stranieri colpevoli di reati”.
Lo afferma l’onorevole Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, di fronte all’episodio accaduto ieri alla lavoratrice della cooperativa Acquacheta.
La questione è tuttavia ancora più ampia – aggiunge il parlamentare – ed è su questa che dovrà concentrarsi l’attenzione delle istituzioni e del Governo, oltre che il Consiglio dell’Unione dei Comuni, che chiediamo convochi una seduta straordinaria per chiarire l’episodio. Si deve infatti capire quanti dei 40 richiedenti asilo ospitati nel territorio in oggetto abbiano davvero il diritto a rimanere in Italia, da quanto tempo siano ospitati in quelle località, quanti abbiano già ricevuto un diniego alla richiesta di asilo e quanti, di conseguenza, abbiano fatto ricorso a nostre spese. Sappiamo che i due sequestratori sono nigeriani, che viene da questo paese africano, una delle economie emergenti del continente, una gran parte degli stranierisbarcati illegalmente in Italia, che è difficile credere fuggano da situazioni di guerra. Altro versante da indagare quello dei finanziamenti. Il presidente della cooperativa Acquacheta, Mirko Betti, denuncia di non ricevere risorse da tempo per cui, per pagare la diaria agli stranieri, la cooperativa avrebbe dovuto chiedere un prestito in banca. Insomma, una situazione tutt’altro che chiara. Perché le risorse per il mantenimento degli stranieri sono in ritardo e di quanto? E la situazione è la stessa in tutta la Provincia? E come mai c’è voluto un atto così eclatante perché la cooperativa corresse ai ripari pagando il pocket money? Ma è tutto il quadro a confermare, ancora una volta, che è un gravissimo errore politico e sociale tutta la partita dell’accoglienza incondizionata, incontrollata e indiscriminata, con tutto quello che sta dietro a questo fenomeno sul piano economico. La regola deve essere una sola: accogliere chi è accertato si trovi davvero in pericolo nel paese di origine, non più del 5 per cento degli stranieri sbarcati, e rimpatriare immediatamente chi entra nel paese illegalmente. ‘Non esiste un diritto umano a immigrare’, scritto nero su bianco in alcuna convenzione, perché questo diritto si scontrerebbe ‘con la sovranità di ogni Stato’ e con l’altrettanto sacrosanto diritto dei suoi cittadini a decidere autonomamente la politica immigratoria più confacente al futuro del proprio paese”.