Lezioni elettorali e il ricordo di Rino Casadei

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«Le elezioni politiche sono una cosa, quelle regionali e locali, un’altra. Per vincerle occorre un buon radicamento territoriale: il centro-destra nel suo complesso ce l’ha (costruito in quasi 25 anni); il Pd lo ha in parte ancora (ma lo sta perdendo rapidamente); il M5S non ce l’ha, e, nonostante i buoni risultati, tende a subire tuttora la presenza territoriale del centro-destra, che dispone di relazioni sociali più articolate. Non credo che il tentativo di Fico avrà successo, ma, se la politica ha un minimo di logica, la competizione futura non sarà M5S-Lega contro tutti gli altri».

«Non ha mai mollato, Rino Casadei, anche quando la malattia si è fatta più cruda: non ha mai cessato di partecipare a distanza, di esprimersi, di condividere i giudizi degli amici. Fino a oggi. Rino è stato un cittadino vero: ha lavorato, ha costruito con sua moglie una bella famiglia, ha servito la comunità in consiglio comunale, ha onorato i suoi ideali, prima nel vecchio partito repubblicano, poi nell’associazione mazziniana. L’ha fatto con grande naturalezza, buon senso, sobrietà. E determinazione. Perchè Rino, persona mite e piacevole, era un intransigente. Uno di quelli che a me, fin da ragazzo, ha insegnato che nella vita occorre essere tolleranti verso gli altri; quando è in gioco la propria coscienza, però, vale sempre ciò che scriveva Giuseppe Mazzini: “se no, no”».

Roberto Balzani

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.