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Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
«Mi piace fare un commento politico sul vostro articolo del 23 marzo a firma Franco D’Emilio dal titolo “Lo spirito settario del M5S, dal ‘Vaffa’ al governo dell’Italia”. In questo articolo Franco D’Emilio inizia con il definire quello dei 5 stelle come un comportamento settario, diffusosi grazie al “grave disagio sociale ed economico” al quale disagio però, si dimentica di dire, il Movimento non ha contribuito affatto, cosa che invece ha fatto i governo Monti, compagine cui l’articolista in questione ha aderito attivamente e per il quale è stato pure candidato.
Si scaglia poi contro la democrazia diretta, contro internet e gli strumenti che questo offre, definendola una avventura populistica e ”contro la cultura del pensiero comune tra parti opposte”, riflessione che evidentemente fa a pugni intrinsecamente nel concetto stesso: se escludiamo dal dialogo tutto ciò che è divisivo, cosa resta delle nostre convinzioni? Solo luoghi comuni e banalità? É giusto veramente auspicare questo? Lasciatemi dire che peggiore idea non c’è, nessun obiettivo a lungo termine può essere perseguito con tali presupposti.
Avere come riferimento una democrazia diretta che si esprima anche, ma non solo, attraverso lo strumento di internet, è l’opportunità più grande che oggi abbiamo, perché ciascuno può far conoscere le proprie idee e proporre delle scelte al posto delle solite mediazioni: pare forse a qualcuno che non ci siano scontri “verbali” anche molto aspri sulla rete e ci sia un pensiero unico dominante?
Continua ancora prendendosela con la condotta settaria del Movimento “ancora più rigida quando assume i toni della missione salvifica… dall’odierna politica italiana solo corrotta e malfattrice” senza accorgersi che nella speciale classifica della corruzione il nostro paese si piazza al 60° posto nel mondo, e siamo terzultimi in Europa: ci vuole raccontare che siamo messi bene? Siamo messi bene!
Se a suo parere c’è molto da salvare, allora direi che ha ancora non poco margine di miglioramento nel mestiere di opinionista.
Rivolge poi la sua “attenzione” a Grillo come il maleducato divulgatore di un “volgare Vaffa”, quando Grillo invece, con grande intelligenza, afferma “E’ più volgare un buongiorno detto da uno stronzo, che un vaffanculo detto da un amico“ dimostrando, qualora ce ne fosse bisogno, una capacità di lettura comportamentale con la quale non tutti possono confrontarsi.
Ormai sono alla fine del commento, e quindi non mi sottraggo all’impegno che mi sono dato, ma affermare che lo spirito democristiano fosse “avevano idee, programmi, senso riformista, esprimevano ed opponevano tra loro posizioni ideologiche, politiche sia conservatrici che moderate o progressiste “, quando invece il il loro preistorico pensiero si poteva riassumere nell’andreottiana filosofia del “…dipende….” e che questo modo di vivere e di pensare possa essere considerato migliore dell’ideologia – perché di questo si tratta – del Movimento 5 stelle, lascia trasparire la vetustà di chi esprime il parere. D’altronde che qualcuno possa avere nostalgia del partito democristiano non mi stupisce, ho conosciuto, tempo fa, persino uno che aveva nostalgia del partito Liberale.
Si conclude il ragionamento infine con “Il M5S è solo un comitato elettorale permanente che presto esaurirà i suoi slogan, conoscerà crescenti divisioni sul filo degli attuali contrasti, espulsioni e pasticci interni”, considerazione questa che avrebbe dovuto, negli intenti, sortire un certo effetto coreografico, ma che invece molti italiani, molti milioni di italiani non ritengono vera e comunque il rischio minore e la migliore delle alternative tra quelle che i partiti tradizionali hanno saputo proporre.
In attesa di trovare il suo nome in qualche lista accogliente, dopo che il Meetup di Forlì la ha cordialmente, da tempo, salutato. Distintamente la saluto anche io».

Riccardo Ravaioli