Primarie PD

«Che le primarie, nel Pd, fossero diventate un optional, da utilizzare per lo più – ormai – solo in senso plebiscitario, quando non c’erano avversari potenzialmente competitivi sul campo, ce n’eravamo già accorti. Oggi direi che, riconducendo le decisioni post 4 marzo nell’ambito dell’Assemblea e in ultima analisi della Direzione, si ritorna al “ceto politico” anche formalmente. Il “ceto politico” del centro-sinistra è tuttavia quello che ha gestito e perduto clamorosamente la campagna elettorale, dimostrando di non avere più neppure la capacità del vecchio “professionismo politico” di un tempo. Come esso possa rigenerare il Pd resta quindi per me un mistero».

Il patrimonio immateriale

«Stamattina sono andato a Cervia per presentare il Registro dei Beni immateriali che, partendo da un appello ai cittadini e da un’adeguata preparazione, il Comune intende promuovere sulla scorta della Convenzione Unesco del 2003. Si tratta di un’operazione interessante, perché rovescia il paradigma del patrimonio ex codice dei beni culturali (imperniato sul primato dell’oggetto e del ruolo dello Stato), aderendo ad un’idea assai più orizzontale. Certo, la selezione – inevitabile – di “che cosa portare nel futuro” non sarà semplice. Mi sono limitato a ricordare che chi si occupa di patrimonio culturale non lavora per sé e neppure per i cittadini, grandi e piccoli, che conosce, ma per generazioni future non ancora nate. Ciò rende il nostro lavoro molto speciale, molto delicato e in genere difficile da capire».

CONDIVIDI
Articolo precedenteInterventi di manutenzione stradale in via Roma
Articolo successivoRaccolta fondi per i bambini del Guatemala e a cena con Lucullo
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.