Anche quest’anno, da lunedì 12 a domenica 18 marzo, si festeggia “La Settimana mondiale del Cervello” (Brain Awareness Week). Workshop, incontri, aperitivi e seminari verranno proposti in tutto il mondo, Italia compresa, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della ricerca sulle neuroscienze.
È una campagna autofinanziata che, in collaborazione con Hafricah.net, partner ufficiale Brain Awareness Week, diffonde, per una settimana all’anno, le nuove scoperte neuroscientifiche in modo semplice e accessibile a tutti attraverso eventi completamente gratuiti. Come l’anno scorso, anche quest’anno il Saips organizza cinque incontri che si terranno al Saips in via San Martino 13 a Forlì, dalle ore 18,30 alle 20,30 completamente gratuiti di notevole interesse: dalle radici della violenza, in cui si spiegherà cosa succede nel nostro cervello quando siamo esposti a stimoli violenti, a come riconoscere e tradurre le emozioni altrui osservando le espressioni facciali; da un incontro in cui porteremo gli esiti di una recente ricerca sul benessere e la qualità di vita dei genitori con un figlio con diagnosi di Dsa, ad un altro in cui daremo indicazioni per cogliere quei segnali di allarme predittivi dell’insorgenza di una demenza, fino a dedicare un workshop alle innumerevoli fatiche dei caregiver ed agli elementi di stress evidenti e nascosti più insidiosi.
• Riflettere violenza. Cosa succede nel nostro cervello quando assistiamo ad un atto violento? Film, video-giochi e social network ci rendono più violenti? Come reagiscono i nostri “neuroni specchio” agli atti violenti?
• Le espressioni facciali: un dialogo senza parole. Attraverso il volto esprimiamo le emozioni. Quanto siamo abili a riconoscerle negli altri? Quali segnali ci permettono di riconoscere un sorriso autentico da uno simulato?
• Riconoscere la demenza: prima è, meglio è. Come riconoscere i segnali d’allarme di una demenza? Quali strumenti ci permettono di individuarli? Presenteremo alcuni strumenti per iniziare a cogliere quei segnali di allarme insidiosi.
• DSA: chiedimi come sto. Circa il 5% della popolazione italiana presenta un disturbo legato all’apprendimento. Ma come stanno realmente le famiglie che hanno un figlio/a con diagnosi di Dsa? Questo incontro allarga il focus dalla qualità di vita dei bambini a quella delle loro famiglie.
• Caregiver: prendersi cura degli altri e di se stessi. Essere un caregiver è un’attività complessa che coinvolge interamente la persona e si caratterizza per la forte presenza di stress e di potenziali conseguenze negative fisiche e psicologiche. Quali sono le più pesanti? E come gestirle?