bitcoin moneta

La società americana di sicurezza informatica Malwarebytes ha rintracciato una campagna che coinvolgerebbe circa 800.000 persone al giorno.
L’esca è una pubblicità ingannevole, utilizzata in realtà per diffondere malware. Gli utenti, ignari, vengono indirizzati verso alcuni siti, dove la potenza di calcolo dei loro smartphone viene utilizzata per produrre criptovalute: Monero, una criptovaluta analoga al bitcoin lanciata nel 2014.
Una volta catapultati sui siti infetti, sul display compare la segnalazione di “attività sospette” e l’avviso che, finché l’utente non inserirà un codice, disponibile nella schermata, il suo smartphone continuerà a minare, compromettendo le performance del dispositivo.
Secondo i dati di Malwarebytes, gli 800.000 utenti coinvolti ogni giorno hanno passato sui siti malevoli in media 4 minuti. E così, sommando la capacità di calcolo di centinaia di migliaia di dispositivi, i promotori della campagna sono in grado di estrarre Monero per diverse migliaia di euro al mese.

Campagne come queste sono in aumento. Di recente, hanno coinvolto anche siti considerati sicuri. Pochi giorni fa Scott Helme, blogger ed esperto di sicurezza informatica, ne ha individuati migliaia tra i quali ci sono anche decine di indirizzi governativi, soprattutto americani e britannici. Sui siti c’era un pezzo di codice che apre una porta verso il dispositivo usato dagli utenti per connettersi. Grazie a questa breccia, è possibile assorbire capacità di elaborazione dalle schede madri all’insaputa dei proprietari.
Come avete ben capito i cosidetti “portafogli digitali” nei quali vengono conservate le monete virtuali si trovano su PC, laptop oppure smartphone e non sono impenetrabili per gli hacker: infatti, ci sono già stati casi in cui i consumatori hanno perso significative somme di monete virtuali con poche speranze di recuperarle.

Dopo aver quindi considerato alcune degli aspetti negativi circa l’utilizzo di questa nuova moneta, forse molti reputano più sicuro, concreto ed immediato trarre qualche guadagno dalla vendita di oggetti preziosi non utilizzati più, recandosi ad esempio in un compro oro.
Se siete anche voi di questa idea, allora tra i vari presenti in Romagna vi segnaliamo Desid’Oro a Ravenna in Via Monfalcone a Ravenna in Viale Giuseppe Verdi 13, PianetaOro a Rimini in Via Flaminia 1, oppure a Forlì il compro oro Mercato Dell’Oro in Corso G. Mazzini 159.