Concerto orchestra

Domenica 11 marzo, alle ore 16,00, nella Sala Sangiorgi, in corso Garibaldi 96 a Forlì, nell’ambito delle iniziative promosse in occasione dell’apertura del Museo Romagnolo del Teatro, a cura dei Clubs Lions forlivesi e del Leo Club Forlì, si svolgerà un concerto per riscoprire, in particolare, il compositore romagnolo del Seicento Filiberto Laurenzi. Lucia Cortese, soprano, Marina Maroncelli, soprano, Elisabetta Canziani, violoncello, Filippo Pantieri, clavicembalo, eseguiranno musiche di Filiberto Laurenzi, Girolamo Frescobaldi, Benedetto Ferrari, Francesco Cavalli, Giovanni Ceresini, Claudio Monteverdi. In precedenza, alle ore 15.30, sarà in programma una visita al Museo e al salone di Palazzo Gaddi.
Del compositore Filiberto Laurenzi (Bertinoro 1620 – dopo il 1651) si hanno poche notizie, tuttavia è una figura interessante per comprendere i cambiamenti che l’opera in musica attraversava attorno al 1640. Secondo la musicologa forlivese Stefania Navacchia: “Le origini della familiarità di Laurenzi con questa “nuova” forma di spettacolo vanno ricercate nell’ambiente romano, dove egli iniziò a collaborare con i compositori Alessandro Leardini, Vincenzo Pozzi e Benedetto Ferrari. Incontro fondamentale fu quello col soprano Anna Renzi, cosiddetta “prima diva della storia dell’opera”: Laurenzi fu suo maestro ed impresario, e da Roma la seguì a Venezia”. In questi anni i compositori rivestivano, nell’immaginario collettivo e nella percezione del pubblico, un ruolo meno appariscente rispetto a quello dei grandi cantanti. “Ne è prova “L’incoronazione di Poppea”, aggiunge Navacchia, per lungo tempo attribuita a Claudio Monteverdi, ma che si è ora propensi a considerare un lavoro di una “bottega”, costituita attorno al musicista cremonese e che comprendeva anche Laurenzi. In questo contesto sorse anche l’opera “La finta savia”, su testo di Giulio Strozzi, nella cui composizione il giovanissimo Laurenzi fu coinvolto insieme a Leardini, Pozzi, Ferrari, Giovan Battista Crivelli e Tarquinio Merula e che, come la Poppea, fu rappresentata la prima volta al Teatro di SS. Giovanni e Paolo di Venezia nel carnevale 1643. Laurenzi lasciò poi Venezia: si hanno sue notizie a Roma nel 1647 e nel 1651: dopo questa data si perdono le tracce del compositore romagnolo. Gli altri autori delle musiche, come Laurenzi, cercarono fortuna, in particolare a Venezia, dove molte delle loro composizioni vennero pubblicate, fuori dalla natia Romagna”.
Marco Uccellini (Forlimpopoli 1603 – ivi 1680), fu maestro di Cappella prima a Modena e poi a Parma. Domenico Gabrielli (Bologna 1651 – ivi 1690), come Laurenzi, lavorò nei teatri veneziani pur tuttavia dedicando parte della sua produzione al violoncello, di cui fu anche esecutore, contribuendo con il suo lavoro ad emancipare il ruolo di uno strumento prevalentemente utilizzato, in quel periodo, come accompagnatore. Di un secolo precedente fu invece l’opera di Domenico Maria Ferrabosco (Bologna 1513 – ivi 1574) che si mosse tra Bologna e Roma: la sua produzione madrigalistica fu pubblicata a Venezia dal 1542 in poi. Ingresso libero. Per informazioni 3493737026.