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I vertici di Confartigianato di Forlì e di Ravenna hanno incontrato, oggi, nella sede forlivese dell’associazione, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, un’occasione informale per confrontarsi sul futuro del nostro territorio. Tra gli spunti, l’aeroporto di Forlì, tornato di nuovo sotto i riflettori, grazie al nuovo bando per l’assegnazione della gestione totale dello scalo forlivese, per i prossimi trent’anni. La ricerca di un nuovo gestore, dopo la vicenda Halcombe riporta agli onori della cronaca una delle infrastrutture maggiormente prestigiose della città, da troppo tempo lasciata inutilizzata. La questione è centrale, non solo per Forlì, trattandosi di una struttura all’avanguardia, che per anni ha saputo dimostrare la propria utilità, coniugata a un buon livello del servizio e che sicuramente rappresentava un valore aggiunto per la provincia. Forse i tempi non erano maturi, o forse i contrasti tra territori sono stati così forti da determinare la chiusura del Ridolfi, ma ciò che ci si chiede oggi è se realmente siano cambiate le condizioni affinché il progetto di rilancio decolli. Una ipotetica riapertura dell’aeroporto non potrebbe prescindere da una sinergia di intenti non solo fra Forlì e Cesena, ma anche con Ravenna, per creare quel collegamento fra porto e aeroporto, strategico dal punto di vista della circolazione. Un progetto che Confartigianato ha da sempre sostenuto, ritenendo che sia l’opportunità per creare un progetto di rilancio condiviso, che possa dare un forte impulso anche al sistema produttivo delle province coinvolte. Ma sono indispensabili alcune premesse, uscendo dalla logica campanilistica dei territori e dalla competizione con il Fellini di Rimini o il Marconi di Bologna, rivelatasi in passato non solo sterile, ma dannosa. Poter integrare l’offerta fra gli scali, garantirebbe la più ampia opportunità di scelta agli utenti, una spinta al turismo, che oggi è sempre più diversificato e che nella nostra regione può trovare tutte le risposte. Coniugare turismo balneare, termale, città d’arte e territorio collinare, significa valorizzare il già forte brand Romagna.
Senza lotte di quartiere che fanno male unicamente a chi le mette in pratica. Sta per essere avviato un circuito virtuoso di ulteriore crescita dell’intero territorio che vedrà tutti gli attori coinvolti operare in una logica di collaborazione o assisteremo all’ennesima occasione sfumata? Confartigianato è certamente disponibile a collaborare affinché l’operazione abbia successo. Ma non vuole che quella che considera una reale opportunità si trasformi nell’ennesima battaglia tra poteri, che, invece di puntare a un ampliamento dell’offerta e a una maggiore qualità dei servizi, si concentri unicamente sullo status quo e su sterili esercizi di forza.
È in gioco il futuro di un territorio che ha i numeri per candidarsi all’eccellenza e non solo a livello europeo. Ma per competere è necessario che il campo di gioco sia regolamentare.