Fabrizio Ragni

Forza Italia porta la sanità al centro del dibattito elettorale. In conferenza stampa il capolista alla Camera, Galeazzo Bignami, affiancato dal capogruppo in consiglio comunale e candidato azzurro al Senato per il collegio che comprende Bologna e la Romagna Fabrizio Ragni, hanno fatto il punto sull’esperienza dell’Ausl unica di Romagna.
Secondo i forzisti, si è trattato di un esperimento che ad oggi ha prodotto soprattutto tagli ai posti letto: da 503 a 428 a Forlì in 10 anni, diminuzione dei posti letto in discipline fondamentali stante l’invecchiamento della popolazione come la lungo degenza (da 74 a 21). Tagli anche a Cesena (39 su 467).
Il progetto di area vasta in sanità e relativo taglio delle degenze è giustificato dal Pd al governo in regione come una razionalizzazione di risorse, in realtà secondo Forza Italia si è trattato di un drastico risparmio sui servizi a danno degli utenti e soprattutto delle fasce deboli.
Meno posti letto – affermano Galeazzo Bignami e Fabrizio Ragni – significa meno personale e meno ricoveri. Noi crediamo invece che si debba porre il tema della produttività e tagliare i costi degli apparati burocratici e dei livelli dirigenziali amministrativi, rafforzando semmai l’apparato medico-infermieristico che romane carente”.
E Fabrizio Ragni (nella foto) elenca queste criticità: “l’emergenza pronto soccorso a Forlì, l’annosa questione dei tempi lunghi delle liste d’attesa, lo stop ai bandi che permetterebbero l’entrata in servizio di nuovi medici di famiglia in sostituzione di quelli che andranno in pensione (1.000 entro il 2015 in Emilia-Romagna) , le chiusure di molti Punti nascita e Punti Cup periferici in tutta la regione, la discrezionalità delle scelte in capo alla Regione. Per il nuovo ospedale di Cesena si sono trovati 100 milioni di euro. Mentre le richieste degli amministratori forlivesi sono inascoltate sempre, segno che gli esponenti locali del Pd non hanno alcun peso nei rapporti di forza all’interno del partito in regione”.
Poi il candidato Fabrizio Ragni lancia una battaglia su una questione , quello delle malattie gravi che colpiscono soprattutto la terza età ed interessa anche a Forlì migliaia di famiglie, ad oggi assente nel dibattito politico. In Emilia-Romagna sono state valutate 24 mila persone ed effettuate 12.400 diagnosi di demenza e 6 mila di “mild cognitive impairment” (una condizione che può evolvere in demenza), per una stima complessiva di circa 80 mila persone malate (stime presentate nel 2017, su dati del 2016).
Migliaia di parenti di malati di Alzheimer in Emilia Romagna pagano rette di migliaia di euro ogni mese e sono in costante aumento le difficoltà economiche delle famiglie che, il più delle volte, non possono prendersi cura direttamente dei loro cari. Mi adopererò in ogni sede per far prevalere il principio, già riconosciuto da tre sentenze di tribunali diversi e dalla Corte di Cassazione, che gli oneri dell’assistenza sanitaria per i malati di Alzheimer ricoverati in Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) debbano essere ricondotti a totale carico del Servizio sanitario nazionale e regionale e non a carico delle famiglie o dei parenti del malato, come accade oggi”: aggiunge Fabrizio Ragni.
Le sentenze devono essere rispettate sempre e non solo convenienza politica. Parliamo di un caso scuola della supplenza esercitata dai magistrati quando la classe politica latita nel far valere diritti elementari del cittadino, in questo caso: del malato di Alzheimer. Faremo valere questo principio e condurremo una dura battaglia per uniformare le sentenze alle norme regionali chiamando il Servizio sanitario nazionale a sostenere le spese di cura di tutti i malati di Alzheimer”: conclude Fabrizio Ragni.