L’iniziativa proposta dal Ministro dei beni e delle attività culturali e turismo Dario Franceschini e dal Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina di dedicare a Pellegrino Artusi la notte bianca del cibo italiano ci riempie di gioia e soddisfazione. Premia il lavoro di una intera comunità che da almeno vent’anni sta cercando di valorizzare il lavoro del gastronomo forlimpopolese. La viviamo anche come responsabilità, quindi speriamo che l’intero territorio nazionale, a partire dalla nostra Romagna, possa unirsi in questa grande festa per promuovere le nostre eccellenze enogastronomiche.” Cosi Mauro Grandini, sindaco di Forlimpopoli, città natale di Pellegrino Artusi, alla notizia che il 4 agosto, nelle piazze italiane e nell’ambito dell’anno del cibo, si potrà raccontare e far vivere una esperienza che valorizzi il cibo italiano come tradizione, continuità e sviluppo nel nome del genius loci.
Anche Giordano Conti, presidente di Casa Artusi che da anni porta il nome di Artusi in tutto il mondo, si dichiara soddisfatto: “Nemmeno Artusi lo crederebbe possibile. Oggi a distanza di tanti anni quel prezioso manuale che è la Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, tradotto ormai in tutte le lingue del mondo, ha ancora molto da dire e da insegnare. Che sia una grande kermesse di orgoglio italiano e di buon cibo, dalla terra alla tavola”.
Come è noto il turismo e la cultura sono settori trainanti della nostra economia, perché il nostro patrimonio culturale ed enogastronomico è unico al mondo. L’Emilia-Romagna poi è notoriamente regione che eccelle in questo campo. Valorizzare e promuovere il nostro territorio, così amato da tutti i turisti del mondo, anche in nome del padre della cucina italiana è una missione che consegna a tutti grande responsabilità e gratificazione.