Aeroporto Forlì

Quando sarà finita la campagna elettorale delle tante e troppe false promesse sarà interessante vedere quali saranno gli sviluppi tra le “guerre” degli aeroporti che coinvolge Forlì, Rimini ma anche Ancona. Insomma la guerra dei cieli fra Romagna e Marche si riaccende e divide Pd.
Il sindaco di Forlì Davide Drei annuncerà il 15 febbraio in consiglio comunale la pubblicazione il bando Enac per la gestione del Ridolfi. A Forlì una cordata di imprenditori si è detta pronta ad investire per riaprire lo scalo. La raccolta di quote pare si sia fermata alla cifra di 3,5 milioni in attesa del bando. L’investimento complessivo però è valutato in almeno 10 milioni. Almeno questo quanto previsto dagli addetti ai lavori.
Del gruppo di imprenditori fanno parte il ravennate Ettore Sansavini che è il presidente e fondatore del gruppo Villa Maria di Cotignola e azionista di maggioranza anche delle Terme di Castrocaro. La Cmc di Ravenna, c’era anche Alberto Vignatelli presidente di Luxury Living che però è deceduto agli inizi di dicembre dello scorso anno, Giuseppe Silvestrini ex presidente di Marco Polo ora in Unieuro; Armando De Girolamo di Lotras società pugliese che a Forlì gestisce già lo scalo merci di Villa Selva.
L’operazione ha avuto il placet di Confcommercio di Forlì, Cesena e Ravenna, ma ovviamente Rimini ha glissato e taciuto visto che è suo interesse “curare” l’aeroporto Fellini. Federalberghi Ravenna tifa Forlì rispetto a Rimini. Tanto è vero che vi è “conflitto” fra il riminese Paolo Maggioli presidente di Confindustria Romagna (Ravenna e Rimini) e i colleghi di Confindustria Forlì-Cesena, questi ultimi schierati per la riapertura del “Ridolfi”. Insomma sembrano sfumati i desideri di chi a Forlì sperava di riaprire l’aeroporto entro quest’anno. A volare in tutti i sensi ci pensa Bologna e la società che gestisce il “Marconi”. Nel mese di gennaio i passeggeri sono stati poco meno di 600 mila con una crescita dell’11% sullo stesso mese dell’anno precedente. In particolare, a gennaio i passeggeri su voli internazionali sono stati quasi 450.000, mentre quelli su voli nazionali sono stati quasi 150.000.
Insomma da una parte c’è la Regione Marche, anch’essa come in Romagna, governata dal Pd e sostenuta dai parlamentari Dem marchigiani che pare pronta a sborsare 20 milioni di euro per salvare lo scalo di Ancona dalla chiusura. Dall’altra il deputato forlivese Marco Di Maio che ovviamente auspica la riapertura del Ridolfi, ma in Regione E-R ovviamente al Pd bolognese e delle province emiliane interessa soprattutto lo scalo bolognese.
Per quanto riguarda Ancona di fatto occorrerebbe ricapitalizzare Aerdorica, la società che gestisce la pista marchigiana, sulla quale però pende una causa di fallimento (anche Rimini comunque non è messa bene ndr). Certamente il terremoto che colpì la regione marchigiana rappresenta un dato oggettivo sul quale per la politica ‘cerchiobottista’ è ancora più difficile parlare di tagli o di chiusure.