elezioni

«Il prossimo 4 marzo saremo chiamati a votare per le elezioni politiche. Con poca sorpresa, secondo diversi sondaggi, quasi la metà dei giovani non andrà a votare. Con il tempo è diventato facile sentirsi lontani da una politica padroneggiata da scontri, personalizzazioni estreme, linguaggi violenti e per molti non c’è mai stato interesse per questa politica che “tanto va sempre così” e che “tanto non tiene conto dei nostri bisogni e desideri”.
Forse siamo disillusi dalla mancanza di attenzione per i giovani. Oppure non ci sentiamo ascoltati e sostenuti nei nostri desideri di trovare un lavoro, costruire una famiglia, contribuire al bene della società. Allo stesso tempo, però, siamo chiamati a vedere e cercare il buono che c’è intorno a noi.
Ognuno di noi conosce almeno una persona seriamente impegnata in politica, che si spende con passione e competenza per il bene comune. Ammiriamo chi porta avanti le proprie idee con coerenza e credibilità. Molte personalità di spicco hanno fatto appello a noi giovani perché, il 4 marzo, esercitiamo il nostro diritto e dovere di voto. Tra tutti il Presidente Mattarella ci ha ricordato come solo un secolo fa i nostri coetanei partivano per la Prima Guerra Mondiale, mentre oggi noi godiamo della pace e della democrazia.
A questi appelli desideriamo aggiungere il nostro:
● Vorremmo dirci che il proprio voto conta. Il voto è strumento per essere protagonisti. Non è vero che tutti i partiti, i candidati e le proposte, sono uguali. Ognuno di noi può informarsi, conoscere le proposte dei vari schieramenti e contribuire con il voto a scrivere un pezzo del presente e del futuro d’Italia, la “nostra” Italia.
● Vorremmo dirci che possiamo contare gli uni sugli altri per aiutarci a maturare scelte consapevoli. Nelle scuole e nelle università, nei luoghi di aggregazione, possiamo impegnarci a favorire momenti di studio, approfondimento e anche dibattito, serio e preparato.
● Vorremmo dirci che è importante, il prossimo 4 marzo, fare una scelta. Astenersi vuol dire subire passivamente la situazione intorno a noi. Scegliere di andare alle urne per votare è già un primo passo per il cambiamento, è già una scelta decisiva. Non guardiamo dalla finestra questo momento storico. Scegliamo di metterci in gioco.
Spesso abbiamo la sensazione che la politica sia qualcosa di lontano dalle nostre vite. Non è così: la politica incide profondamente sulla nostra quotidianità, sul presente e sul futuro di ciascuno. Se non ci interessiamo, conteranno solo le scelte degli altri. Diamo il nostro contributo cominciando dalla scelta di andare a votare».

Edoardo Russo, Filippo Alemanni, Irene Brandinelli di Azione Cattolica Diocesi Forlì Bertinoro