Sui pedali Romagna!

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Tra le opportunità più importanti per incrementare l’economia turistico-romagnola, il cicloturismo è senza dubbio una di quelle con maggior potenzialità. Terra di ciclismo da sempre, di magnifici borghi medioevali circondati da una campagna le cui eccellenze ortofrutticole, oltre a deliziare i palati più esigenti, regalano ai cicloturisti scenari e panorami ricchi di colori. Non è infatti un segreto che la Romagna goda pure di una offerta enogastronomica, “Mare Monti”, unica nel suo genere e le cui tradizioni culinarie affondano le radici proprio in quel passato rurale che contraddistingue questa terra. Sono migliaia i cicloturisti stranieri che ogni anno, in primavera, soggiornano nelle località turistiche balneari della costa, per allenarsi con temperature gradevoli rispetto al freddo che ancora imperversa nel nord Europa. Una “palestra naturale” che però non è adeguatamente potenziata dalla lungimiranza politica ancora ancorata ad un modello di sviluppo economico obsoleto. Immaginate di investire 20 miliardi di euro, anziché per il TAV per il cicloturismo: come cambierebbe lo sviluppo economico del nostro paese? Tra le lamentele più imbarazzanti da parte degli operatori turistici romagnoli, c’è senza dubbio quella inerente le condizioni degli asfalti delle strade. È il nostro tallone d’Achille. Anche le agenzie cicloturistiche tedesche, hanno spesso manifestato il loro malcontento per le condizioni dei manti stradali e minacciato l’intenzione di lasciare la Romagna per le Canarie. Per una regione che vive di turismo balneare durante i 4 mesi estivi, “le due ruote”, offrono un prezioso allungamento della stagione turistica già da marzo e per un paese che da anni economicamente non cresce, questa è una grande opportunità.