Osteria Al Boschetto

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Osteria Al Boschetto
Indirizzo: via Faentina 275 S. Michele (RA)
Recapiti tel. 0544–414312
Giorno di chiusura: giovedì
Orario di esercizio: pranzo e cena.
Chiusura per ferie: settembre
Si può prenotare? Si, nel weekend è d’obbligo.
Accettano tutte le Carte di Credito.
Come arrivare/itinerario consigliato: lo trovi fuori Ravenna, direzione Faenza, sulla Statale Faentina, appena arriverai a San Michele, volta subito a sinistra sul paesino, immediatamente a dxestra è lì nascosto da un… boschetto!
Parcheggio: antistante; in ombra delle piante, sempre quelle del… boschetto!
Il locale non è climatizzato ma ha due sale all’aperto, due ampi spazi, uno con green artificiale ed uno naturale, che d’estate diventano importanti punti di ritrovo per gli amanti del dehor.

Boschetto, bel locale da 60 coperti, quindi piccolo come vuole la tradizione e la logica del buon mangiare; posticino fine, intimo, caldo, accogliente, arredato con gusto; ovviamente un posto così porta una adeguata cantina (che fa il locale!) con etichette giuste ed anche le rare mezze bottiglie (per chi è solo a tavola); tutto rispecchia stile e cultura enogastronomia della proprietà, che sa il fatto suo, caro lettore, sta tranquillo, nel piatto troverai questa classe! Persino superlativo il variegato menù, sempre confermatomi dai nostri ispettori, anzi una sorpresa per i dolci: siamo nell’Olimpo!

“Boschetto” un tempo questo antico edificio in mattoni a vista, altro non era che la residenza del Governante-Custode di un Conte di questa zona. Siamo nella felice campagna romagnola appena fuori Ravenna, pochissimi chilometri da Fornace Zarattini, Ravenna una città stupenda, eterna oserei dire.
Daniela Torelli e lo Chef Giovanni Gennari sono i titolari del Boschetto.
Lo Chef Gennari vanta alta esperienza: inizia ben da 14enne, dalla gavetta, vedi scuola formante e modaiola di locali su Milano Marittima; ed ecco arrivare un incredibile stage al San Domenico di Imola (Recensito). Lo Chef diventa Pasticcere (che capacità serve!) e la sua performance sarà quella di “Dolci veramente buoni ma non pesanti” (hai detto poco ndr), personalmente sui dolci ho dato il massimo dei voti. Il passo decisivo avviene circa 17 anni fa con la apertura del locale. In precedenza il locale aveva un localino a base di cucina genovese (stupenda a Ravenna non ha “preso”) ed ancora prima “Il Ciacco” di Maurizio Gucci, buona cucina romagnola.
Le carte da giocarsi dello Chef sono in regola per potersi lanciare sul top della ristorazione, cosa che prevedo sul prossimo lustro e il ravennate ne ha bisogno. La loro cucina è del territorio, rivisitata e binomia carne-pesce, un menù ampio e ben fatto, da golose sorprese. Tutti i piatti vengono fatti al momento; da qui la scelta d’avere pochi coperti in sala (Maestro Mercatili indica una cinquantina il limite e concordo).
Un vanto per i secondi è rappresentato dalla Vacca Romagnola, la Mucca Bianca, carni selezionate curate ben nutrite. Il pesce rappresenta metà del Menù del Boschetto: la clientela va sempre orientandosi sul pesce, al di là del prezzo, per il fatto che chi fa pesce di qualità, viene premiato e lavora tanto.
Un bell’elenco di trofei (cioè le placche delle altre Guide) le trovi sulla porta.

Come ouverture, fuori menù, gratis, arriva un piccolo consommè di Porri e patate: buonissimo, la mia cultura piemontese del porro salta fuori tutta.
Quindi: “Parmigiana di mare su crema di bufala e polvere di capperi”: dentro una coda di rospo, una parmigiana ed un po’ di bufala, il tutto in forno e presentato sul piatto col Cappero, in polvere! (Voto 8,5).
E’ il turno di “Polenta abbrustolita con baccalà mantecato crema di peperoni ed olio di olive nere” (voto: 9).
Tocca alla “Tartare di Vacca Romagnola con senape e pop-corn di patate”: devo ammettere, sempre per gli anni piemontesi da Fassona, la grandezza della carne cruda e la bonta! Strani i popcorn (Voto 10. Tutti i piatti sono posti su una Pietra di Lavagna, chic !).
Ecco una delizia: “Spaghettone AOP con alici pomodori secchi e briciole di pane”. Un piatto fantastico apparentemente banale, mi ha sorpreso, una specie di rivisitazione della sicula Pasta con le Sarde (mitica quella di Peppino a PC, Ndr) ma diversa, freschezza e bontà che ha esaltato il palato; un olio oliva e.v. Presidio Slow Food di delicatezza unica a condimento, e niente “forma”: il palato si apre e do il massimo dei voti (10 e lode). Nota: Da segnalare: “Tagliatella di polenta al ragù di cinghiale tagliato al coltello”, una sfoglia con intelligente farina di mais (più quella solita) e un ragù grossolano di cinghiale, buonissima.
Per i secondi: ci atteniamo alle indicazioni dei nostri segnalatori; carne e pesce al massimo dei voti.
Il primo dolce: “Pralinato di bavarese al Gianduiotto alla nocciola e mou al gianduia”. Il titolare è pasticcere ed ecco la rivincita. Un dolce “poco dolce” ma buonissimo. Sulla concentrazione degli zuccheri: più un dolce sarà banale, più verrà zuccherato. E’ la stessa cosa quando vi portano qualcosa di molto salato: deve “coprire”. Ecco la chiave di bontà del Pasticciere Giovanni: poco dolci, i dolci. Questo è buonissimo (voto: 9,5).
Arriva un dolce da bis, forse tris: “Cassata alla frutta secca canditi su crema inglese al pistacchio”. La Cassata, non siciliana, mi spiegano, non è fatta con ricotta ma con Meringa! Molto leggera. Buonissima. La cremina al pistacchio dove è adagiata è qualcosa degna da “scarpetta”! Massimo dei voti (10 e lode).
I dolci meritano massimo dei voti. Bis, della Cassata.

Dimensione del locale: entri e trovi una saletta che di per sé è già molto accogliente; al piano abbiamo una bellissima sala idonea anche per feste private, in fondo una ultima saletta molto intima. In tutto 60 coperti, l’ideale.

Arredamento, tavola: Molto fine, bello di gusto. Tovaglia con sottotovaglia di gusto; tovagliolo e posateria importante. Ottimo.

La Cucina come area/note sulla stessa: Cucina un po’ piccolina ma ben ordinata.
Direzione / Chef: Giovanni Gennari.

Target del locale $$$: Medio.
Descrizione Menù.
– Antipasti: Crudo di Ricciola con zenzero marinato, aneto, gelée di Campari (massimo dei voti); Code di Gamberi con verdurine in tempura, salsa agrodolce piccante al miele; Seppie e scampo arrostiti con passatine di ceci ed olio al rosmarino (ottima); Parmigiana di melanzane su crema di bufala e polvere di capperi (al top; Flan di carciofo fonduta e bacon crccante (ottima); Carpaccio di Chianina affumicata con insaaltina di carciofi e timo; Filetto di manzo battuto al coltello (max. dei voti).
– Primi piatti di rilievo: Spaghettone AOP alici pomodori secchi e bricioli di pane (voto 10 e lode); Gnocchetti di ricotta all’astice pomodoro piccante e scalogno brasato; Riso carnaroli gamberi limone candito e rosmarino; Gnocchetti di ricotta al ragù bianco di mare e porro fritto; Tagliatelle di polenta (con parte di farina di mais, Ndr) al ragù di cinghiale tagliato al coltello (Ottimo, piatto particolare); Cappelletti romagnoli al tartufo nero o ragu (interessante; ottimo).
– Secondi piatti di rilievo: Filetto di Branzino arrostito su patate schiacciate al basilico; Tonno in crosta di pane verde e pistacchi crema acida e peperoni abbrustoliti; ecc.
– Contorni: di stagione ed a corredo dei piatti.
– Nel Cestino: Pane di loro produzione. Grissini.
– I dolci di rilievo: (lo Chef è nato come pasticciere, un percorso ideale per chi vuole eccellere sui fornelli). I Dolci sono buonissimi, Segnaliamo: Bavarese al Gianduiotto pralinato alla nocciola e mou al gianduia (assaggiato, voto: 10); Mouse al frutto della passione crumble al cacao e cremoso al cioccolato bianco; Cassata (“non siciliana” come la definisce Daniela) alla frutta secca canditi su crema inglese (“purea”) al pistacchio (assaggiata: stupenda, voto 10 e lode); Crema catalana gratinata allo zuccherosi canna e croccantini; Millefoglie di squaquarone, fichi caramellati e gelato alla lavanda.

– Caffè / Invecchiati: Ottima scelta.
– La Cantina: Carta dei Vini? e… dell’Acqua! Acqua Meraner di Merano: introvabile, buonissima! Ottima scelta di etichette, mi dicono oltre 200 bottiglie.
– Olio, Aceto, spezie: al top. Il mio olio al tavolo era un raro Presidio Slow Food.
– Note sul menù/Piatti consigliati: Lo spaghettone AOP; la Cassata-non-cassata!
– Eventuali chimere gastronomiche: La Cassata.

Verdetto finale:
Location (l’esterno): 9
Ambiente (il Locale): 10
Servizio: 9
Globale sul Menù: 8-10 e lodi del caso.
Il voto del Conto: 8.
– Locale del Cuore? Si.
-PL: Pranzo Lavoro? No: tuttavia, a richiesta, degustazione mirata.

“Sulla Porta”: il locale vanta queste “Placche”, di queste Guide:
– 4live.it
– “Via Emilia Ristoranti” www.viaemiliaristoranti.it
– Chef; Michelin; Accademia Italiana della Cucina; Fuori Casello; Tripadvisor; Emilia Romagna da bere; Carta canta; Ospitalità Italiana.
Puoi provare anche questi Ristoranti.
– Al Gallo, Via Maggiore a Ravenna (da recensire)
– Cosa c’è da vedere in zona: Ravenna, città stupenda, ricca di monumenti, tante cose da vedere, citiamo: Basilica San Vitale; Mausoleo Galla Placidia; Basilica Mausoleo di Teodorico; Battistero degli Ariani; Tomba di Dante; Basilica di S. Francesco; Piazza del Popolo; Museo d’Arte; Museo Tamo; Rocca Brancaleone; Chiesa di S. Giovanni; Museo Dantesco; Cappella di S. Andrea; Museo del Rinascimento; Basilica di Sant’apollinare; Parco Giochi Mirabilandia; Palazzo di Teodorico; Antico Porto; Marina di Ravenna; Pineta di Marina di RA; Villa Romana a Russi (a 15 minuti); ecc.

– In definitiva: penso che sia idoneo per cene importanti, meglio a lume di candela.
I chilometri, le distanze da: FO: 25 minuti. Dalla tangenziale di Ra esci su Faentina, vai indietro per Faenza, a S. Michele ci sei.