Sono stati 675 i parlamentari che, nel corso di questa XVII legislatura appena conclusa hanno cambiato casacca. Più precisamente, 437 alla Camera dei Deputati e 238 al Senato. I voltagabbana però sono regolarmente classificati dal leader di partito come responsabili quando arrivano mentre traditori quando se ne vanno. A quasi nessuno i voti portati dagli eletti in altri schieramenti politici fanno schifo, anche se chi sceglie tale pratica in corso di legislatura meriterebbe di essere condannato “a vangare 1000 ettari di terra”. Introducendo in Costituzione “Il vincolo di badile”.
Nessuno può impedire che un eletto cambi casacca, questo è indubbio, ma tutti possono contrastare efficacemente i transfughi rendendoli ininfluenti e rendendo poco conveniente tale pratica che diverrebbe di conseguenza marginale. Fino ad oggi gli esperti ed i professionisti della politica non sono stati in grado di contrastare con efficacia chi eletto a destra è passato a sinistra e viceversa. In realtà non ci hanno mai provato. Chi allora ha esercitato l’unica forma di contrasto nei confronti dei transfughi con una semplice, elementare, cristallina presa di posizione? Quale forza politica, per esempio, non ha mai accettato candidati di altri partiti, disinnescando così, per ciò che è in suo potere, l’attività politica dei voltagabbana?
Se le forze politiche non accettassero eletti di altri schieramenti, scambiando i voti con poltrone o incarichi, ma li lasciassero “marcire nell’impalpabilità politica” del Gruppo Misto fino a fine legislatura, il problema voltagabbana sarebbe drasticamente ridotto ai minimi termini. Perché di fronte alla presa di posizione politica di escludere i transfughi da parte di tutti, non si lascerebbe alcuno spiraglio al “Do ut des”. Nell’universo è chiamata coerenza. Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica ad aver subito perdite (21) senza che ad esse abbiano corrisposto nuove entrate. Ed è forse per questo che Silvio Berlusconi, che di società segrete se ne intende (tessera n° 1816 della Loggia Massonica P2), lo ha definito “una setta”. La setta di inesperti, sbarra però la porta a politici del calibro di Luigi Campagna, eletto nel PdL ma che in questa legislatura ha cambiato casacca 9 volte. Forza Italia ha perso in questa legislatura oltre quaranta “traditori” alla Camera e poco meno di 50 al Senato. Ma attenzione, una parte di essi oggi è rientrata “responsabilmente” nella coalizione di centrodestra. Credibilità, coerenza, rettitudine queste sconosciute. Nunzia De Girolamo eletta col PdL ne esce pochi mesi dopo per entrare nel NCD di Angelino Alfano in appoggio al governo Renzi. Però a poche settimane dalle elezioni torna all’opposizione con Berlusconi, il quale oggi, premia la sua infedeltà riassegnandole un posto sicuro in lista. Stesso itinerario per Maurizio Lupi ex traditore oggi ritornato all’ovile berlusconiano e senza imbarazzo anche perché la sua faccia è fatta con il das. Denis Verdini eletto col Pdl nella colazione di centrodestra esce nel 2014 e passa al sostegno del centrosinistra creando ALA, che nel 2016 accoglie pure Enrico Zanetti ex “Sciolta Civica”. Degna di nota (e magari di un film sulla coerenza) la storia politica dell’ex 5Stelle Paola De Pin che la scorsa legislatura è passata a Tsipras, poi ai Verdi per finire oggi a sostenere la lista “Italia agli Italiani” nuova formazione, sostenuta da Forza Nuova e Fiamma Tricolore. Santa subito. In quota Lega l’arrivo dell’ex parlamentare di An e poi del PdL Giulia Bongiorno è stata accolta a braccia aperte così come quello di Daniela Santanchè che lascia FI, che non le avrebbe rinnovato la poltrona trentennale, per trovarne una in Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni (ex An, ex PdL).
Nel centrosinistra la situazione è uguale: Sergio Pizzolante oggi in lista a Rimini, era entrato in parlamento con il Pdl per poi, con la nascita di NDC e poi AP, passare col governo Renzi. Stessa strada per Beatrice Lorenzin, entrata in parlamento nel 2008 e poi nel 2013 tra le file del Pdl, oggi è candidata capolista bloccata a Modena col Pd. Folgorati e messi in lista pure alcuni ex pentastellati come l’imolese Mara Mucci che si candida con +Europa a Brescia, o Paola Pinna col Pd n Sardegna. “Grillini” entrati in parlamento per mandare “Tutti a casa”, ci riproveranno con “Tutti a casa del Pd”. Ovviamente non avendo mai avuto alcuna credibilità politica sono stati messi in 16° posizione, con il rischio concreto il 5 marzo, di doversi trovare un lavoro. Saltimbanchi pure nell’estrema sinistra quando nell’estate 2014 alcuni esponenti lasciarono SEL per entrare nel Pd, oggi puntualmente ricandidati. Tra tutti ricordiamo Gennaro Migliore che sarà capolista del Pd alla Camera nel collegio plurinominale di Acerra-Pozzuoli-Ischia. L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo. Tutto già visto. Tutto prevedibile. I gatti se servirà, impareranno ad abbaiare ed i cani a miagolare purché trovino canili e gattili ad accoglierli e citta-ovini a votarli.

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Nato a Rimini nel 1970, giornalista investigativo si occupa soprattutto di Ambiente, Sicurezza Lavoro, Balneazione, Archeologia industriale. Ha lavorato 4 anni a La Voce di Romagna ed alcuni mesi al Corriere Romagna. Da 5 anni è freelance. Archivia tutti i video servizi sulla pagina pubblica Youtube “LaVoceRomagnola”.