aeroporto forli

«Ancona strappa voli a Rimini (Ucraina, Lituania e Lettonia) e Bologna si muove con Ural Airlines (Russia) per almeno quattro voli che facevano scalo a Rimini da dirottare sul “Marconi”. Uno scenario fantozziano che si contrappone alle speranze di rilancio del “Fellini” per i nuovi collegamenti a marzo con Ryanair (Londra, Kaunas e Varsavia). Che dire, circa 2/3 dei 300.000 passeggeri a Rimini nel 2017 provenivano proprio da paesi dell’est e ora?
Se non è una novità la concorrenza dello scalo Felsineo (Ridolfi docet), è imbarazzante quella della società Aerdorica immersa in circa 38 milioni di € di debiti e sul baratro del fallimento (udienza Tribunale il 25 gennaio con giudici in attesa che la U.E. si esprima sui 20 milioni di € elargiti dalla Regione per salvare la società). Non dimentichiamo che sempre ad Ancona, prima di Natale, è andato deserto il bando per la privatizzazione. Incredibile! Nonostante questa imbarazzante situazione, Ancona riesce a strappare voli a Rimini.
Chiaro che gli interrogativi, non solo politici sono tanti, a partire dalle motivazioni e dalle offerte ricevute per spostare i voli da Rimini. Perché Bologna che ha chiuso il 2017 con 8,2 milioni di passeggeri, ai limiti della congestione, succhia linfa vitale a piccoli scali con cui dovrebbe fare sistema? Tranne le dichiarazioni preoccupate delle associazioni albergatori e della presidente Fincato che ha parlato di “concorrenza drogata” (da amministratori e politica delle due Regioni) nessuno ha fiatato.
Una Regione che sovvenziona scali a Parma, Bologna e Rimini, esclude Forlì lasciando il pallino in mano ad incerti privati con una aerostazione completamente da ricostruire. Una Regione che continua a distribuire centinaia di migliaia di euro come annunciato per la presentazione della nuova società di promozione turistica. Perché la gestione privata di AiRiminum subisce la concorrenza di aeroporti dove la politica (stessa maglietta) sovvenziona ed amministra quelle società di gestione?
Si vuol far credere sulla necessità di “far sistema” ma, nei fatti, si perseguono interessi diversi? Altri fanno alleanze… di recente Venezia con Verona e Brescia, in Sardegna Alghero con Olbia e Cagliari. In Emilia Romagna si va controcorrente grazie a chi? Unica nota positiva per gli amici riminesi la concorrenza, purtroppo, non verrà da Forlì. La resurrezione del “Ridolfi” sta diventando una chimera.
La celebre cordata imprenditoriale, più volte annunciata e, pare, mai costituita è stata inserita nel catalogo delle specie in via di estinzione. Forse aveva visto lungo il buon Vignatelli nello sfilarsi con le sue analisi. Non sarà nemmeno un caso che Enac ritarda ancora un bando per la ricerca di un gestore che doveva uscire da mesi, quando li sforna anche per la gestione dello scalo di Casale Monferrato (28 dicembre sito Enac). In questo penoso scenario si colloca anche il tramonto dello sviluppo turistico forlivese.
La Regione, pur avendo Apt Servizi srl, ha creato tre aree e tre società da foraggiare. Forse una furbata per distribuire più soldi nelle aree bolognesi ed emiliane in relazione al peso dei flussi turistici e creare altre candide poltrone. In una ha imbrigliato 4 province (Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini) con 97 Comuni che insieme sviluppano l’85% del turismo in regione, ora hanno una governance unica: “Destinazione Romagna”. Un giochino calato dall’alto con l’illusione di migliorare, qualificare, superare campanilismi, fare sistema, vincere la concorrenza sui mercati internazionali. Il Cda presieduto da Gnassi (sindaco di Rimini) e composto da membri di ogni provincia in base al “peso” turistico, 5 a Rimini e 3 rispettivamente a Forlì-Cesena, Ravenna e Ferrara. “Entro fine mandato – dice Corsinici sono tre questioni da affrontare: internazionalizzazione, mobilità e aeroporti“… aumentare le presenze straniere, creare una mobilità efficiente tra Ravenna e Rimini, una “ferrovia metropolitana” con connessione al trasporto sia su gomma che “sostegno ai vettori aerei”.
La Regione emetterà un bando pubblico per una gara destinata a tour operator e compagnie aeree, che attiveranno voli per gli aeroporti di Rimini e Bologna, per una campagna di promozione e pubblicità dal valore che si aggirerà tra i 500 e 600 mila euro. La Regione ha messo a bilancio 9 milioni di € che si aggiungono ai 20 milioni per la riqualificazione delle città di costa… e Forlì?… e i Comuni dell’area forlivese? Tranquilli, qualche briciola cadrà dalla tavola e verrà sbandierata come una conquista»!

Mario Peruzzini presidente Comitato Sostegno Aeroporto Forlì