portiere Forlì calcio

La nuova società Futball Cava, nata l’estate scorsa dalla reunion fra la storica Cava calcio e lo Sporting Cava, naviga a gonfie vele. A partire dalla prima squadra che, tornata in Promozione dopo quattro anni di assenza, ha disputato un’ottima prima parte di stagione. La formazione di mister Moreno Casamenti, infatti, al momento è virtualmente salva, con tre lunghezze di vantaggio sulla zona play-out, grazie al successo di domenica nello scontro diretto con la Stella. Conservare la categoria, dunque, non è un’utopia.
«La soddisfazione maggiore – commenta il presidente Roberto Alpiè che questi risultati sono arrivati avendo in rosa diversi ragazzi classe 2000 e 2001. A nostro avviso, è il modo migliore per garantirci un futuro, e contiamo di inserire presto anche dei 2002: le nostre porte sono aperte a tutti i giovani desiderosi di cimentarsi in un palcoscenico importante come la Promozione».
La Cava, d’altra parte, ha alle sue spalle un settore giovanile importante, forte di oltre 200 atleti – spiega il vicepresidente Roberto Muratori, responsabile del vivaio – abbiamo numeri in continua crescita, dato indispensabile per consolidarci. A dicembre, poi, abbiamo ceduto un altro giocatore, classe 2004, all’Imolese e si coglie l’occasione per ringraziare l’Imolese e i genitori per come abbiamo gestito tutti assieme il passaggio. Questo è un esempio di come lavora la società Futball Cava cioè valorizzare i ragazzi del suo vivaio. Inoltre abbiamo tre nostri ragazzi che si allenano nel Centro federale territoriale di Gatteo Mare. In più, collaboriamo ormai da tempo con società del calibro di Cesena, Bologna, Imolese, Ravenna, Forlì, appunto, e abbiamo l’onere e l’onore di far parte della scuola calcio Elite, attraverso la quale siamo sempre aggiornati sulle iniziative della federazione del Settore giovanile scolastico dell’Emilia Romagna. Insomma, gli sforzi profusi per la valorizzazione del vivaio mi pare stiano dando i loro frutti».
Ora, l’obiettivo è migliorare le strutture. «Intendiamo rifare il manto del terreno di gioco a 11 – conclude il presidente – e costruire qualche campo a 7, sia in sintetico sia erba. Per riuscirci, però, occorre la collaborazione di tutti, in primis delle istituzioni».