Faccia da… Bonino

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Ricordate il caos per le liste regionali del Pdl in Lazio e Lombardia avvenuto nel 2010? Una querelle che generò esclusioni, ricorsi e alla fine il contestatissimo decreto salva liste firmato da Napolitano per consentire al Pdl di partecipare alla competizione elettorale. L’intervento in piazza dell’allora candidato Presidente alla Regione Lazio Emma Bonino contro quel decreto che “salvò” dall’esclusione le liste forziste, fu la conclusione di uno scontro che per alcune settimane occupò le prime pagine dei giornali e riempì le piazze di manifestazioni di protesta. Intellettuali e politici di centrosinistra salirono sui palchi manifestando la loro indignazione mentre oggi il silenzio regna sovrano. Quelle pronunciate dalla Bonino furono certamente parole di specchiata moralità in difesa dei diritti, delle regole e dell’uguaglianza. La cara Emma attaccò pubblicamente chi non rispettò la legge che regolava la consegna delle firme per l’allora candida regionale Renata Polverini ed inveì duramente contro il seguente decreto “ad partitum”. Inizialmente quella lista e quelle a lei collegate vennero escluse ed inseguito la Corte di Appello di Roma respinse pure il ricorso del Pdl perché alle 12 dell’ultimo giorno utile alla presentazione delle liste “all’interno dell’area delimitata, ove sostavano coloro che potevano ancora presentare le liste, si trovavano in attesa 4 delegati, e fra questi non vi erano quelli del Pdl”. Nello stesso periodo la lista Bonino-Pannella presentò ricorso pure in Lombardia per identiche irregolarità nelle firme raccolte per la lista guidata da Roberto Formigoni. La Corte ritenne «fondate» le «doglianze» contenute in quel ricorso dei radicali. Infatti le firme risultate non conformi furono 514. Altre irregolarità riguardarono la «mancanza di timbri sui moduli», mancanza di data dell’autenticazione e «mancanza del luogo dell’autenticazione». La Bonino all’epoca ripeté fino allo sfinimento il mantra delle “regole che vanno rispettate” e quello della “legalità che non è solidarietà”. Oggi che le firme per presentare l’ennesimo nuovo partito le deve, per legge, raccoglierle Emma, quelli che sembravano essere i suoi convincimenti sul rispetto delle regole e delle istituzioni, sono improvvisamente svaniti. E se solo pochi anni fa la Bonino blaterava in piazza la sua indignazione e riguardo al caso romano affermava: “nessuno pare ricordarsi di avere degli obblighi di legge” oggi che la legge n.165/2017 sul Rosatellum prevede che tutte le firme debbano essere raccolte con l’indicazione dei candidati uninominali, senza in alcun modo differenziare tra liste che si coalizzano e liste singole, la cara Emma pretende norme “ad Boninom”: “E possibile che dopo cinquant’anni di Radicali io debba dimostrare di esistere? Sono la zia d’Italia e mi chiedono di andare in giro proprio per l’Italia a raccogliere le firme e poter così presentare la mia lista”. Lontani dunque i giorni in cui Emma dopo la legge salva liste irregolari affermava: “Oggi è stata data prova di sciatteria e impunità ognuno pensa che le regole non servano. Le regole ci sono ma poi potenti e prepotenti pensano di non seguirle. Le regole servono a tutelare i più fragili, se vostro figlio fa un concorso alle tre e si presenta alle quattro non lo accettano”. A ben vedere però le ragioni di questo voltafaccia sono al quanto banali: pretendere che la dichiarazione di presentazione delle liste di candidati debba essere sottoscritta da almeno 1.500 elettori, cioè un numero tale di firme superiore a quello dei propri elettori è il vero problema di “Emmapoltronesofà”. Alle Elezioni politiche italiane del 2013 la lista Bonino-Pannella “Amnistia Giustizia Libertà”, fu inchiodata a percentuali da “transaminasi nel sangue”, ottenendo uno 0,19% alla Camera ed un 0,20% al Senato. Tre anni prima, alle tanto discusse regionali 2010, ottenne lo 0,56%. In un altro paese di fronte a tali comportamenti ci si lascerebbe scappare un: che faccia da…. Bonino! Cliccare sull’immagine per rivedere il comizio di Emma Bonino del 2010 se per caso avete qualche dubbio…