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«È con grande preoccupazione che ancora una volta ci rivolgiamo alle istituzioni del territorio, al fine di stimolarne una posizione netta e continuativa in dichiarato contrasto e sdegno di fronte alle dichiarazioni e manifestazioni di intenti violenti, segregazionisti, sessisti e omobitransfobici ad opera di movimenti quali Forza Nuova, Casa Pound e simili. In nome del rispetto e della gratitudine che ogni giorno rivolgiamo con umiltà a chi ha pagato con onore e con la vita la libertà di cui possiamo godere oggi, non possiamo permettere che la nostra città e con essa la società che vi si rispecchia, vengano macchiate dalle agghiaccianti prese di posizione neofasciste e lesive dei diritti umani, che questi movimenti politici tentano di camuffare con un ipocrita nostalgico nazionalismo.
Quello che è successo a Forlì l’otto dicembre in Piazza della Misura è di una gravità inaudita. Non solo perché le circostanze sono culminate nella più becera violenza da parte di un branco di squadristi armati, ma anche e soprattutto per la bieca propaganda di iniziative sessiste e razziste in chiara assonanza con quelle che settant’anni fa sono state preludio del momento e del movimento più truce e antidemocratico della storia dell’umanità. Non solo perché si parla di violenza, negli intenti e nei modi.
Ma anche per la mancata prevenzione e il mancato intervento in termini di pubblica sicurezza da parte delle istituzioni, nonché un silente segnale di legittimazione che non può essere tollerato, ora più che mai. Tutto questo con l’aggravante di vedere in quello stesso luogo, apparire una bandiera della Repubblica di Salò, nonché un chiaro simbolo del regime nazifascista, per mano rivendicata di Francesco Minutillo, che non pago delle sue molteplici e vergognose dichiarazioni retrograde, sessiste, razziste e omobitransfobiche, ha deciso di compiere questo ennesimo sfregio alla Costituzione, alla memoria storica del nostro Paese e ai milioni di esseri umani violati e impunemente uccisi attraverso le stesse simbologie di cui va tanto fiero.
Chiediamo in primo luogo che il Comune di Forlì prenda i dovuti provvedimenti nei confronti di Francesco Minutillo, anche per vie legali, essendo promotore diretto di apologia del fascismo, un reato punito per la legge Scelba n. 645/1952. Segnalando inoltre l’appartenenza di Minutillo ad un ente pubblico a carattere associativo, qual’è l’Ordine degli Avvocati Forlì-Cesena, di cui infanga dignità e decoro con le sue esternazioni, esponendo un vessillo di matrice nazifascista proprio dalle finestre del suo studio legale “Minutillo & Associati”. Suggeriamo inoltre di prendere in considerazione la proposta di creare una regolamentazione comunale (come Pavia ha già fatto) al fine di dichiarare come “atti contrari alla sicurezza” (sanzionati in via amministrativa) quel tipo di manifestazioni che per esposizioni di simboli riconducibili al fascismo, a regimi totalitari o comunque contenenti messaggi discriminatori, istigano alla discriminazione e alla violenza in ogni sua forma. Anche in vista della comunicazione appena avvenuta di una ennesima manifestazione di Forza Nuova Forlì-Cesena con “Forlì ai Forlivesi” prevista per il 18 dicembre a Forlì.
Per quanto ancora vogliamo lasciare che vengano impunemente infangati i principi della nostra Costituzione? Per quanto ancora vogliamo rischiare una piazza pullulante di squadristi armati? Per una volta sarebbe cosa sentitamente gradita ricevere da parte delle Istituzioni una presa di posizione tangibile su queste gravissime situazioni. Per quanto scaldi sempre il cuore di tutti noi rimarcare devozione alla cultura politica della Resistenza, non è sufficiente una manifestazione anti-fascista come risposta a questi avvenimenti, ma c’è bisogno di un’azione continuativa atta a rimarcare una legittima intolleranza in primis istituzionale a tutte quelle posizioni che ledono i diritti umani.
Per concludere citando Karl Raimund Popper, “Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti”».

Associazione Un secco no