“Spring”, il dipinto di Davide Prudenza all’esame critico

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Spring” diviene uno dei maggiori momenti dentro la comunione magica di ogni forma di vita terrena con la potenza del creato: lo conferma anche il titolo che, profumando di anglofonia, si fa metalinguaggio cogente, e lega l’occasione della proposizione pittorica della ciclicità cosmica ai temi cari agli ambientalisti.
L’autore (per dovere di cronaca: emiliano e milanese d’adozione), propone tre chiavi di lettura: la prima parte dalla considerazione che i riferimenti della presente traccia di lavoro sono condivisi da tutti gli esseri umani, in quanto in natura tutto è innegabilmente ciclico. La seconda considerazione discende dalla dimenticanza, alla quale talvolta si assiste, che porta ad equivocare tra il compito essenziale dell’uomo, ch’è di conservarsi in armonia con la natura, e quello che si può definire sotto forma di tracce per una “dottrina sociale”. In terzo luogo il pittore sofferma la propria attenzione sulla terza chiave di lettura che, in piena coerenza con l’identità umana, non può che essere spirituale.
Prudenza intende e vuole fiori, li esperimenta e crea, li desidera e ama. Vernici e acrilici di un dipinto progredito specchiano le coscienze per preparare lo spirito dell’uomo e farne persona diversa e consapevole della sua vera essenza. Figurano la speranza di nuovo discernimento ad una umanità confusa e afflitta. Diventano aspettativa di unione tra tutti gli esseri viventi della natura. Tecnicamente sono pieni e vuoti che danno origine a una terza dimensione pittorica amplificante lo spazio.
Gli argomenti sono misurati nei colori così che l’ambiente creato sulla tela, nella composizione pittorica esprima un’arte complessa sfumata nella purezza. Subito, schietta, appare la realtà d’un attaccamento ai beni naturali, determinazioni giubilanti di una movenza meditativa. Rosso e azzurro lasciano a Giuseppe Ungaretti la lirica per questa opera da fruire al Museo Civico d’Arte Contemporanea di Palazzo Giandalia, Sezione Pittura, Castronovo di Sicilia.

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Paolo Battaglia La Terra Borgese (Piazza Armerina, 28 luglio 1960) è un critico d'arte italiano. Cura, per conto di pittori e scultori, quotazioni ufficiali, critiche d’arte, pubblicazioni, libri, bibliografie, mostre in enti pubblici e privati, l’acquisizione di opere d’arte nel patrimonio artistico di Enti Pubblici, comunicazioni stampa. Crea interviste agli artisti con giornalisti anche televisivi, manifestazioni, intermediazioni culturali tra Enti Pubblici e Artisti. Ha fondato nel 2011 il Premio Arte Pentafoglio, onorificenza orientata ad insignire annualmente Capi di Stato e di Governo, vertici delle Istituzioni Civili e Militari, Artisti, Letterati e Scienziati di chiara fama, eccellenti operatori commerciali ed economici, alti prelati e comuni cittadini che, spesso nell’ombra, si sono impegnati nel volontariato in difesa dei diritti umani, della legalità e della pace, testimoniando così la continua elevazione dell’Umanità attraverso l’operosità e la cultura. La natura del Premio Arte Pentafoglio e delle sue istituzioni è umanitaria, filosofica e morale. È dotato dell'immagine del Myosotis, fiore a cinque petali conosciuto come “Non ti scordar di me”. Si fregia della Bandiera Italiana.