Mancini: «La progressività per le addizionali Irpef è fallita»

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«Il Consiglio Comunale di martedì 19 dicembre ha portato all’approvazione della variante urbanistica che, come si può leggere anche dal bilancio di previsione, dovrebbe portare alla realizzazione di 1.700.000 € per la vendita di diritti edificatori. Cementificare però costa in termini di manutenzione e gestione ordinaria delle infrastrutture e tali proventi verranno reinvestiti soprattutto in questo ambito. Inoltre per il 2018 si cerca di differenziare e si introducono due nuove aliquote Imu. La grande ingiustizia rimane tra immobili sfitti, esenti da ogni pagamento o non penalizzati rispetto agli altri, e quelli locati, tassati con un’aliquota che va dallo 0,76% a all’1,06%. Gli immobili vuoti, infatti, sono improduttivi e spesso fonte di degrado della città: è sul quel tipo di patrimonio che il Comune dovrebbe insistere, agevolando di contro tutti quegli immobili che sono produttivi e creano ricchezza e lavoro. 

Si guardi poi al sistema degli scaglioni e delle addizionali Irpef che aggrava le disparità. Nel passaggio da uno scaglione all’altro infatti si aggiunge solo lo 0,01%, ottenendo così che chi ha un reddito annuo di 15.100 € sia trattato fiscalmente quasi come chi gode di 75.000 €. La progressività per le addizionali Irpef è fallita. Sicuramente ad oggi i Comuni non si ritrovano nella più florea della situazioni, anche per colpa delle politiche del Pd che predilige investimenti nell’ambito della difesa e la detassazione dei grandi capitali agli investimenti su enti locali e servizi sociali. Le amministrazioni sono costrette a confrontarsi con scarse risorse e il vincolo del pareggio di bilancio, scoraggiando gli investimenti. Ma in questa difficile situazione occorre ancora di più indirizzare nettamente le proprie decisioni: si vogliono avvantaggiare i più ricchi e gli speculatori o chi con più fatica riesce ad arrivare alla fine del mese? Entrambi gli obiettivi non possono essere portati avanti e quale sia la scelta del Comune di Forlì, a fronte di queste decisioni, pare chiara».

Chiara Mancini Rifondazione Comunista Federazione di Forlì