“La cultura come arma di distruzione di massa dell’ignoranza”

0
Letture: 654

La cultura come arma di distruzione di massa dell’ignoranza“: il sindaco di Predappio Giorgio Frassineti (nella foto) presenta il progetto per l’allestimento museografico nell’Ex Casa del Fascio e dell’Ospitalità come un punto di svolta necessario, anche e soprattutto in relazione ai rigurgiti neofascisti che la cronaca contemporanea riporta. “Non possiamo rimanere inermi di fronte a ciò che sta accadendo – ha affermato Frassineti – dobbiamo avere gli anticorpi, vaccinarsi obbligatoriamente“.
Cultura come azione educativa, secondo il primo cittadino, “nei confronti dei giovani e di quanti hanno preconcetti o conoscenze offuscate da ideologie su un periodo complesso, che va affrontato con una più ampia prospettiva storica per essere compreso“.
Il progetto di allestimento museografico è presentato alla Casa natale Mussolini, nella parte di recupero architettonico e in quella dei contenuti che andranno a riempire gli spazi dell’immobile. Un incontro al teatro comunale di Predappio ha focalizzato obiettivi e tematiche: ad affiancare il sindaco Frassineti sul palco dei relatori Davide Drei, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Roberto Pinza, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Alberto Zambianchi, presidente Serinar e Marcello Flores, coordinatore del Comitato Scientifico che ha curato il progetto espositivo.
Non è una gara a chi è più antifascista: il progetto – dice Frassineti – è di quelli destinati ad essere accompagnati sempre da critiche e polemiche; ha davvero bisogno dell’aiuto e dell’apporto di tutti per poter essere completato. Nessuno deve sentirsi escluso“.
Appoggio assicurato da parte di Davide Drei, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, che ha annunciato un ordine del giorno del prossimo consiglio provinciale per fare dell’ente il centro propulsore per l’organizzazione di eventi educativi in chiave antifascista a livello regionale e nazionale.
Sostegno anche dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì: “Condivido il percorso – ha affermato il presidente Roberto Pinzavolto al recupero di un grande edificio del passato con una sua nuova funzione già definita, che lo trasformerà in un contenitore vivo e attrattivo. Le polemiche non mi preoccupano, sono tipiche di quando qualcuno si muove. È contro l’inerzia, invece, che bisognerebbe sollevarsi; gli amministratori deboli non rischiano, perché non fanno mai niente“.
Già ci sono le gallerie Caproni, uniche al mondo – così Alberto Zambianchi, di Serinar – e la ristrutturata Rocca delle Caminate. Con questo terzo progetto Predappio si proietta ad un livello internazionale. In Europa sono 12 i musei dedicati alla storia tra Prima e Seconda guerra mondiale, visitati da 20 milioni di turisti l’anno. Con essi si possono stringere collaborazioni intelligenti e utili per il territorio“.
A Marcello Flores il compito di illustrare il percorso espositivo, il primo a poter essere realizzato con i 2 milioni di euro già disponibili, in attesa di completare il progetto complessivo con il centro studi.
L’esposizione sarà giocata sul piano della conoscenza storica selettiva e su quello emozionale: suddiviso su quattro livelli, a partire dall’alto, scendendo porterà il visitatore verso gli anni più bui fino alla guerra, raccontata negli spazi dello scantinato.
Una parte sarà dedicata all’autorappresentazione del fascismo e una alla visione critica, che supera anche le numerose rimozioni fatte fino a pochi anni fa. Come quella – dice Flores – sul carattere violento, illiberale e totalitario del fascismo fin dal suo inizio, con l’inevitabile parabola verso le leggi razziali e la guerra. Non un fascismo ‘buono’ all’inizio rovinatosi poi negli anni della guerra, come ancora si sente dire, ma un welfare state fascista fatto con i migliori strumenti del tempo, che aveva come obiettivo la sottomissione ideologica“.
La sfida è complessa – chiude Alberto De Bernardi, membro del comitato scientifico -. Sarà sempre con noi un’area di criticità, portata avanti da chi vede il rischio più grande della scommessa, del cadere nel ‘com’eravamo’ o della celebrazione della dittatura. Difficile rispondere a queste critiche, finché il museo non c’è“.
La mostra allestita nella Casa natale Mussolini è aperta fino al 24 dicembre nelle giornate di sabato, domenica e festivi (tutti i giorni dal 26 dicembre al 7 gennaio, escluso il 1°), dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 17,00. Dopo la chiusura invernale (dall’8 gennaio al 23 marzo 2018) riaprirà il 24 marzo, fino al 5 novembre.
Per informazioni: tel. 0543 921766; informazioni.turistiche@comune.predappio.fc.it; www.comune.predappio.fc.it; Facebook: Visit Predappio; Twitter: Comune di Predappio.