«Realizzato nel 1913, fu inaugurato il 14 gennaio del 1914 come “Kursaal Centrale, costruito da Leonida Vallicelli su disegno dell’architetto ingegnere Sesto Baccarini, ad uso di Cinematografo, Ballo e Skattinaggio”. “Il plafone, costruito col materiale Paret, rende la sala di una acustica meravigliosa, tanto che il celebre violinista Franz Veczej, nel suo primo concerto dato a Forlì, ne rimase entusiasta”. (Guarini cit. in M.Gori, 1997). Progetti e disegni sono conservati all’Archivio di Stato di Forlì e locandine presso il Museo del Teatro. Il nome fu poi cambiato per un eccesso di nazionalismo.
Il cinema teatro Apollo è l’ultima sala sopravvissuta alle trasformazioni che hanno investito il centro della città che non ha conservato i propri storici luoghi dati al pubblico spettacolo, impoverendolo e perdendo spazi destinati ad attività culturali. La variante al RUE introdotta dalla decisione del Consiglio Comunale del 5 dicembre ultimo scorso, pur mantenendo le precedenti categorie di intervento che sembrano consentire la conservazione delle strutture murarie dell’edificio, ha però eliminato la funzione a teatro e sede di spettacolo, a cui potranno sostituirsi quelle commerciali, direzionali, residenziali, di ristorazione ecc.
Il centro storico della città non può perdere una funzione preziosa, strettamente connessa con quella dell’edificio, dei suoi elementi decorativi e dei suoi apparati, meritevole di conservazione al pari di quella del fabbricato di cui ha determinato forma, tipologia, elementi distributivi. Italia Nostra aveva chiesto nel giugno dello scorso anno e sollecitato quest’anno la tutela ministeriale per questo bene storico artistico per il quale sarebbe stato necessario un intervento pubblico di manutenzione e riuso: una sala per incontri, spettacoli, dibattiti, di fianco al Comune nel pieno cuore della città, cara ai cittadini, motore essenziale della riqualificazione del centro storico. La funzione dei cinema e dei teatri storici è stata riconosciuta dalla Legge n. 220 del 2016, che ne richiede la tutela mediante la dichiarazione di interesse culturale particolarmente importante di cui all’articolo 10, comma 3, lettera d), del codice dei beni culturali e del paesaggio, attraverso previsioni dirette a determinare la non modificabilità della destinazione d’uso delle sale cinematografiche.
Il nuovo Regolamento Urbanistico ed Edilizio forlivese, che addirittura peggiora la scellerata legge urbanistica regionale in discussione, cambiando la destinazione d’uso favorisce prospettive speculative che allontanano la pubblica fruizione del bene in quanto tale consentendo di perdere, con gli elementi strutturali e decorativi, la memoria storica. Viene così buttata all’aria la vera riqualificazione del cuore delle nostre città, che passa per la cultura e per i servizi al cittadino prima che per un commercio generico e tantomeno per la grande distribuzione che crea traffico.
Se l’approvazione della variante al Regolamento Urbanistico riguardante l’Apollo, avvenuta tramite l’accoglimento diretto di una richiesta della proprietà, ha sottratto l’atto alla preventiva fase di pubblicazione e osservazioni, ciò non ha impedito ai cittadini forlivesi di esprimere la loro contrarietà alla decisione assunta, reclamando la conservazione del cinema teatro. Anche se, purtroppo, le Soprintendenze, con l’attuale riforma che sacrifica la tutela in nome di una valorizzazione improbabile, hanno talmente ridotto gli organici da rallentare ancor più il loro ruolo istituzionale, la Soprintendenza di Ravenna si è già attivata per intervenire con urgenza».

Il consiglio direttivo Italia Nostra Sezione di Forlì