Sarà Giovanni Martinelli il nuovo direttore scientifico dell’Istituto Tumori della Romagna Irst Irccs per il prossimo triennio. La nomina, previo parere dell’assemblea dei soci, è giunta dal consiglio d’amministrazione riunitosi oggi. Il professore Martinelli, tra i massimi ematologi e ricercatori italiani, già membro del comitato medico scientifico Irst, dal 1 gennaio 2018 succederà a Dino Amadori, pioniere della moderna oncologia, ideatore del progetto Irst e direttore scientifico Irst fin dall’avvio delle attività nel 2007. In virtù dell’altissimo valore scientifico ed umano profuso, il CdA Irst ha inteso creare e offrire al professore Amadori la qualifica di direttore scientifico emerito.
La nomina di Giovanni Martinelli, scelto entro una rosa di candidati estremamente qualificati, segue la pubblica selezione indetta lo scorso marzo e affidata ad una commissione esterna composta da cinque eminenti esperti: Pierfranco Conte (direttore dell’UOC Oncologia Medica 2, Istituto Oncologico Veneto), Francesco Cognetti (direttore del dipartimento Oncologia Medica, Istituto Nazionale Regina Elena), Giovanni Leonardi (direttore generale ricerca e innovazione in sanità del Ministero della Salute), Maria Luisa Moro (responsabile dell’Agenzia Sanitaria e Sociale Regione Emilia-Romagna) e Thierry Le Chevalier (capo del servizio di medicina, Institut Gustave Roussy). La scelta di Giovanni Martinelli premia – come da bando – sia l’elevata produzione scientifica del nuovo direttore sia la notevole capacità progettuale ovvero l’aver presentato un convincente progetto per potenziare e indirizzare le attività di ricerca traslazionali. Tra i compiti che spetteranno a Martinelli figurano la promozione, il coordinamento e la gestione delle attività di ricerca scientifica dell’Istituto in coerenza con la programmazione regionale e ministeriale, la gestione dei finanziamenti della ricerca, la presidenza del comitato tecnico scientifico e del comitato medico scientifico Irst.
Giovanni Martinelli, nato a Vimercate, in provincia di Milano, nel 1960, si è laureato in medicina e chirurgia all’università di Verona nel 1985 conseguendo successivamente specializzazioni in ematologia generale e genetica medica. Professore associato in malattie del sangue alla facoltà di medicina e chirurgia dell’università di Bologna e docente alla scuola di specializzazione in ematologia, è responsabile coordinatore del laboratorio di biologia molecolare “Candida Fiorini” dell’Istituto di ematologia “Lorenzo e Ariosto Seràgnoli”. Autore di oltre 465 pubblicazioni su importanti riviste, grazie ad un H-index – criterio oggettivo di quantificazione della prolificità e dell’impatto scientifico di un autore – di 64, Martinelli è tra i migliori ricercatori italiani. Membro di società scientifiche e gruppi di lavoro nazionali ed internazionali, è “editor in chief” e revisore di numerose riviste (tra cui Hematology reports, Leukemia, Lancet). Giovanni Martinelli è sperimentatore clinico e principal investigator di 43 protocolli clinici (altri 17 sono in fase di apertura). Tra le proprie attività di ricerca, grande attenzione la concentra sulla genetica e le tecnologie di Next Generation Sequencing (NGS). Collaboratore di reti e gruppi di ricerca italiani ed esteri, è organizzatore di congressi e docente in corsi e scuole di specializzazione universitaria. È medico dirigente all’AO Bologna, Policlinico S. Orsola – Istituto di Ematologia “Seragnoli”. Durante l’attività assistenziale si occupa primariamente di pazienti con linfoma, mieloma multiplo, leucemia acuta.
In occasione della nomina del nuovo direttore scientifico, al quale faccio i miei più sentiti complimenti e auguri di buon lavoro, nella certezza, comunque che saprà portare avanti con grande energia e profitto le attività di ricerca dell’Istituto – ha commentato Dino Amadoridesidero ringraziare il presente consiglio di amministrazione e quelli passati per avermi concesso l’onore di dirigere questo Istituto fin dal 2007. I risultati ottenuti in questi 10 anni, posso dire siano stati esaltanti e anche quest’anno c’è stato riconosciuta dal Ministero della Salute la miglior performance nazionale in termini di produzione scientifica in ricerca corrente. Un dato che ci inorgoglisce e spinge a far ancor di più. Conosco personalmente chi mi seguirà. Giovanni Martinelli sono sicuro che farà altrettanto bene, anzi, gli auguro di superare i risultati che io stesso ho raggiunto. Infine, un augurio a tutto l’Irst perché continui a crescere come fatto sinora. Una crescita che mi premurerò di sostenere offrendo la mia collaborazione all’Istituto e al nuovo direttore scientifico.”
Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico – Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) sono ospedali di eccellenza che perseguono finalità di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale, nel campo biomedico ed in quello della organizzazione e gestione dei servizi sanitari ed effettuano prestazioni di ricovero e cura di alta specialità. Nel perseguimento degli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale, gli Irccs rappresentano, dunque, non solo i collettori di “saperi” ma anche i motori dello sviluppo. Il “riconoscimento del carattere scientifico” conferisce a tali realtà operanti in ben determinati ambiti di patologia, il diritto alla fruizione di un finanziamento statale (che va ad aggiungersi a quello regionale) finalizzato esclusivamente allo svolgimento della attività di ricerca relativa alle materie riconosciute. Attualmente, gli Istituti che hanno ottenuto tale riconoscimento scientifico sono in totale 49, sia monotematici sia politematici, di cui 21 pubblici e 28 privati. Gli Irccs di carattere oncologico sono oggi 12.
L’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori è un centro interamente dedicato alla cura, alla ricerca clinica, biologica e traslazionale e alla formazione in campo oncologico. Operativo dal 2007 all’interno delle strutture dell’ex Ospedale Civile di Meldola, Irst Srl è soggetto del Servizio Sanitario della Regione Emilia-Romagna riconosciuto dall’aprile 2012 quale Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Irst, quale centro dall’alto potenziale tecnologico e scientifico, dialoga con le più qualificate strutture nazionali e internazionali di cura e studio delle patologie neoplastiche, proponendosi quale soggetto ideale per condurre ricerca ad alto livello. Il progetto Irst parte da un’alleanza pubblico-privato non profit. È una società a responsabilità limitata (Srl) a partecipazione maggioritaria pubblica, senza scopo di lucro con tutte le caratteristiche richieste ad una impresa sociale fra cui il divieto di distribuzione degli utili e l’obbligo di investimento degli stessi nello svolgimento delle attività istituzionali previste dalla missione. I Soci oggi sono, per la parte pubblica, Regione Emilia-Romagna, Azienda Usl della Romagna e Comune di Meldola, per la parte privata, Istituto oncologico romagnolo Ior, Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo, Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza e Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Con oltre 19.000 utenti presi in carico nell’ultimo anno nelle quattro sedi (Forlì, Meldola, Cesena, Ravenna Radioterapia), un bilancio da cinque anni in attivo e sempre in crescendo (nel 2018 si prevede una produzione di oltre 70 milioni di euro), un ruolo di volano indispensabile lo ricopre l’attività di ricerca con ogni indice stabilmente in incremento. Spiccano il finanziamento ministeriale per Ricerca corrente (oltre quota 2,5 milioni di euro, +30% sul 2016) e il numero di studi e sperimentazioni cliniche messe in campo (166, 22 promossi da Irst).

Tantissimi auguri di buon lavoro a Giovanni Martinelli, nuovo Direttore Scientifico dell’Istituto Tumori della Romagna (Irst) Irccs per il prossimo triennio. Una scelta di qualità a cui spetta il non facile compito di portare avanti il patrimonio di conoscenze, competenze, relazioni, pubblicazioni e risultati accumulato in questi anni grazie all’impegno del prof. Dino Amadori. Al quale va un ringraziamento enorme per il lavoro svolto e per aver fatto dell’istituto di Meldola un’eccellenza di rango internazionale“. Lo afferma il deputato romagnolo Marco Di Maio dopo l’avvenuta nomina del nuovo direttore scientifico.
La scelta di Martinelli – aggiunge Marco Di Maio – deve incoraggiare tutte le istituzioni interessate e che hanno voce in capitolo a muoversi nella direzione di creare quella rete oncologica della Romagna che è un obiettivo ineludibile per migliorare la qualità della risposta ai cittadini e rafforzare la lotta contro il cancro“.