Predappio Casa del fascio

«Articolo UNO Forlì condivide le parole dell’assessore regionale alla cultura Massimo Mezzetti in merito al progetto di recupero dell’ex Casa del Fascio di Predappio, ritenendo che sia da evitare qualunque ambiguità. Soffiano forti venti di fascismo come dimostrano i gravi fatti accaduti nel pomeriggio dell’8 dicembre a Forlì in piazzetta della Misura, dove un gruppo di neofascisti armati di bastone hanno colpito il segretario della Fiom Cgil, proprio in adiacenza a Piazza Saffi, dove nel ‘44 i nazisti appesero il corpo senza vita di Iris Versari e dei suoi compagni partigiani, combattenti per la libertà. Un atto di una gravità assoluta che non va sottovalutato né minimizzato e che, insieme agli altri fatti di Como e Roma, è il segnale di come forze che si richiamano agli ideali ed ai simboli del disciolto partito fascista, siano alla ricerca di una agibilità politica, contraria alla Costituzione, che non può essere concessa in nome della sola libertà di pensiero e di parola. Per questa ragione, per non alimentare rigurgiti fascisti occorre prestare molta attenzione ai luoghi simbolo della nascita del fascismo.
C’è la convinzione comune che occorra sottrarre Predappio all’ignobile destino di essere meta di pellegrinaggi di fascisti, ma occorre farlo senza derubricare questi fatti a mero folklore nostalgico. Condividiamo con Mezzetti l’esplicito richiamo al nucleo del progetto teso alla realizzazione di un Centro di Studi e ricerca di carattere internazionale sui fascismi e sui totalitarismi. Per questo riteniamo, contrariamente a quanto appare, che nel futuro utilizzo della ex casa del fascio di Predappio debba essere bandita la parola “museo” e che la parte espositiva multimediale, oltre ad essere marginale rispetto al cuore del progetto, debba concentrarsi sugli orrori e non sui fasti del fascismo».

Articolo Uno Forlì