Massimiliano Pompignoli Lega Nord

Una replica inaccettabile, quella della direzione dell’Asl, per i contenuti e per i toni aggressivi e offensivi che rispediamo al mittente e di cui chiederemo ragione anche all’assessore regionale alle politiche per la salute, Sergio Venturi”. Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale della Lega Nord, torna sulla questione dei cinque giorni di chiusura degli ambulatori e dell’infermeria alla Casa della Salute di Meldola, determinati dalla concomitanza della festa del patrono locale e della dell’Immacolata Concezione con un fine settimana, che hanno lasciato i 10.000 abitanti del paese la sola possibilità di accedere alla guardia medica, dove opera un unico medico, o di recarsi al Pronto soccorso di Forlì, con i disagi che tutti possiamo immaginare.
Ho puntualizzato questa situazione, denunciata da decine di segnalazioni pervenutemi – afferma Pompignoli – invece di una risposta ragionata da parte dell’assessore, ne ricevo una stizzosa e piena di cantonate da parte della direzione dell’Asl. E se i toni usati confermano l’imbarazzo dei vertici della sanità romagnola di fronte all’ennesima prova di una endemica disorganizzazione, sono anche i contenuti a dover essere stigmatizzati. La risposta dell’Asl, infatti, non solo mi attribuisce affermazioni mai fatte, contestandole, ma dichiara anche, contrariamente a quanto emerso, che cittadini e Amministrazione comunale sarebbero stati al corrente della situazione. Per altro, dalla risposta lacunosa dell’Asl emerge chiaramente che migliaia di meldolesi sono stati lasciati per cinque giorni consecutivi alle sole cure di un medico della Guardia medica. Ma anziché le scuse agli utenti e l’assunzione di responsabilità che ci si sarebbe aspettati, la direzione dell’Asl non sa fare altro che un fervorino per propagandare le Case della salute. No, così non va proprio. L’Asl romagnola deve cambiare passo, modi e, vista la situazione generale, forse anche i vertici”.