centro storico Forlì

«La gestione del Centro Storico di Forlì si sta rivelando quanto mai ambigua e inefficace. Innanzitutto non sono state prese necessarie misure strutturali in grado di attrarre nuovi residenti ed esercenti, ossia l’unico modo per renderlo veramente vivo. Uno dei nostri principali punti programmatici era la penalizzazione dei grandi immobili sfitti, facendo leva sull’Imu e sulla quota marginale di competenza comunale: di fatto chi è intenzionato ad avviare un esercizio in centro è disincentivato dai canoni d’affitto estremamente onerosi, mentre i proprietari potrebbero essere incoraggiati ad affittare a costi più sostenibili con una differenziazione nella tassazione. Vengono a mancare inoltre le zone dedicate ad attività specifiche, la chiusura al transito veicolare ai non residenti e l’allargamento delle isole pedonali.

Inoltre si demanda ad una società esterna, sebbene ampiamente partecipata dagli enti pubblici, la programmazione delle attività culturali e ricreative nel Centro Storico, ma ci chiediamo: l’assessore al Centro Storico come si inserisce in questo contesto? Non è in grado di implementare una programmazione con fondi pari a 288.000 euro in quasi tre anni? Occorre per forza esternalizzare? Del resto nello stesso bando il contributo dei privati è ridicolo (circa 70.000 euro). Quante risorse sono state sprecate per l’avvio del bando e, soprattutto, quante ne serviranno per il controllo della sua attuazione? Solo il “costo persona” per un iter amministrativo del genere costa migliaia di euro che potevano essere utilizzati in modo più produttivo. La Fiera rimane un altro punto spinoso: bisogna ricordarsi che già si discusse della perdita che comportava in sede costituzione di Livia Tellus, in quanto veniva inclusa all’interno della Holding, destinata ad essere controbilanciata dall’impatto positivo delle altre partecipate. Forse la Fiera dovrebbe occuparsi di più delle proprie attività, visto che il Comune ha deciso di esternalizzarla e il bando è andato deserto e la proroga scade in questi giorni.

In questi mesi l’unica decisione assunta è quella dei varchi ZTL che però non prevede l’allargamento della zona pedonale o l’attuazione di una zona dedicata ai giovani e agli studenti o ai mercati biologici e alla vendita diretta. Solo 3 anni fa, veniva sventolata in campagna elettorale l’idea di una “zona della movida”, ma attualmente la città non ha preso coscienza delle sue potenzialità in quanto città universitaria e sono sempre ristretti gli spazi in cui i ragazzi e le ragazze possono partecipare attivamente anche alla vita politica, se non presso associazioni già consolidate. Insomma, l’Amministrazione Comunale di Forlì continua ad andare avanti per tentativi, esternalizzando e privatizzando attività strategiche e fondamentali per un Comune, senza una visione d’insieme e un piano di lungo periodo, cercando di non scontentare nessuno e tirando a campare, mentre tutto il mondo, intorno a noi, corre veloce».

Rifondazione Comunista di Forlì