La 51° sagra del tartufo di Dovadola

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Sagra del Tartufo di Dovadola: siamo alla 51° edizione, un numero importante che il tempo non sembra intaccare. Marta Ravaioli presidente della Pro Loco Dovadola che organizza l’evento spiegherà nei dettagli l’appuntamento. Dopo tante sagre posso evidenziare che questa Pro Loco Dovadola ci sa fare: stabilimento ormai ottimizzato, cucina in struttura smontabile con retro-laboratorio; due salette private e c’è persino lo spogliatoio! Ho potuto e voluto vedere e metter naso sulla Cucina che è poi come quella dei Ristoranti.

Gli addetti ai lavori: sono circa un centinaio e parlo solo degli stand, sempre e solo volontari; poi c’è la macchina organizzativa e logistica: mirabile organizzazione. Marta Ravaioli meriterebbe il “Premio Belisario” assegnato per le manager in evidenza! Dopo l’assaggio il primo argomento che tocchiamo, manco a dirlo, è sua maestà il Tartufo che è “sparito”: la stagione, con forte siccità estiva, ha prodotto penuria pressochè totale del ricco goloso tubero.
Per far fronte alla massiccia richiesta derivante dalla festa, l’organizzatore Pro loco Dovadola, si è orientato per tempo preparando quantità (notevoli) di tartufo fatto a scaglie e posto sott’olio per la conservazione. E’ una prassi adottata un po’ da tutti i festaioli, risulta meno costosa della pallina affettata sottilmente sul piatto che sarebbe carissima: d’altronde non si potrebbero gestire tartufi da affettare in diretta, su un buon piatto di ottime tagliatelle poste a sole 9 euro al pubblico! Sul prezzo praticato abbiamo la massima espressione della difficile equivalenza qualità/prezzo: direi che è imbattibile.

Sul fungo chiedo se è preso in considerazione: la risposta è negativa, hanno ben pensato di evitare porcini & derivati per non distrarre i clienti. Il marketing Sagra-Tartufo a Dovadola è monotematico. Altri non lo fanno.
Parlando delle tagliatelle: solo per la prima domenica 15 ottobre sono state utilizzate 2.160 “uova di tagliatelle” fatte tutte col matterello da un esercito di ‘sfogline’ (una ventina). Tutte volontarie.
Per il ragù si sono utilizzati 300 chili di macinato misto, che va suddiviso tra Tagliatelle e Polenta; il tartufo viene quindi posto, volta per volta, sul piatto ed è,come detto, a scaglie e con tanto buon olio; la composizione sarà data da tagliatella al ragù di carne con sparsa di pezzetti di tartufo, la “Forma” (Parmigiano) è messa a richiesta. Io l’ho voluta, era superba, fresca, fragrante, appena grattata.

Per dare un giudizio degustativo: la tagliatella, gialla, ruvida, non molto larga ma giusta, ben cotta, al dente: assegno, anche in rispetto al prezzo praticato, un voto pari a 9,5; per il ragù, davvero buono, voto 10; voto 9 per il sovrastante Tartufo.
Troverai quindi un piatto buono ad un prezzo popolare il che riveste, a mio parere, un’importanza notevole e democratica. Passiamo quindi alla Polenta che è a grana grossa, ben cotta nei paioli di rame mescolata dagli uomini: buona, ruvida, condita come per le tagliatelle con tanto ragù e sparsa di tartufo: voto globale 8,5.

Chi non gradisse il Tartufo può chiedere modifiche che vanno dal semplice condimento al burro: avrà ovviamente un po’ di sconto sul listino. Il menù è identico a quello dell’anno scorso (si veda quindi la mia vecchia recensione 4live cui sotto).
Per i “Crostini di Dovadola”, si chiamano così, sono statti utilizzati, solo per la prima domenica, 120 kg di “durelli” e fegatini, più l’aggiunta della carne ed altri “segreti”, li chiama così la Marta: beh, erano buonissimi.
Uova al Tartufo (due uova per porzione) ovviamente fatte al momento: mi sono preoccupato di vedere come fossero eseguite: in pentola, una grande casseruola come quella di casa, la ‘azdora’ mette olio di oliva extra Vergine (sapeste in tanti posti cosa usano per friggere…) e due buone uova sopra alle quali viene messo il sacro composto di tartufo: cotto al secondo e servito, davvero ottimo!
Il Panzerotto al Tartufo (per la 1° domenica: 1250 pezzi) contiene l’impasto di mozzarella e prosciutto cotto più il tartufo, buono ma non mi fa impazzire.
Un grande girarrosto (mi ricorda “Arrosto Girato” di Pontassieve!) sforna ciccia d’ogni tipo. Buona.

Domenica 22 ottobre verrà il tutto sarà ripetuto tutto tale e quale: il mangiare sino a cena è assicurato, certo non è garantito alla mole degli affamati avventori (è successo che per cena alla 2° domenica ci fosse carenza di tartufo!).
Nel caso mancasse la Tagliatella, Marta assicura che non sarà mai utilizzata tagliatella “compera”, industriale: piuttosto pasta corta! (con forte sconto sul listino): “Tagliatella di Dovadola” è questa ed è fatta solo al matterello. Serietà ineccepibile.
Piadina: viene fatta al momento dal solito esercito di azdore: è quella forlivese e voi sapete che da Forlì a Cattolica la piadina cambia, e molto.
Questa di Dovadola è di giusto spessore, cottura, gli ingredienti sono giusti e niente odori né sapori di bicarbonato. E’ perfetta.
Vino ed acqua sono posti ad un prezzo ultra-popolare: una bottiglia di vino 0,75 costa solo 4 €. L’acqua da 1 litro è posta a soli 1,50 euro: più onesti di così!

Tartufo d’Oro. Marta Ravaioli mi ha portato alla premiazione: il Best Truffle della domenica 15 ottobre è stato assegnato al signor Roncuzzi Tiberio con un tartufo di ben 480 grammi. Roncuzzi ha ricevuto due premi: uno al “masso” da ½ kilo premiato quale “gigante”, ed un altro riconoscimento anche per la alta qualità.

Ho avuto l’occasione di conoscere qui alla festa del tartufo il signor “Bologna”, al secolo Otello Casadio, l’alpino di Castrocaro che vive a Dovadola e che fu tra i primi a portare i soccorsi nella tragedia del Vajont. “Bologna” ha preparato una stesa di fotografie su trespoli e appese al muro, anche due giganteschi collage di vecchie foto e c’è pure il povero Pantani di cui “Bologna” era amico. Quindi tanti ritagli di giornali che riportano le sue gesta al Vajont. Campeggia la lettera di encomio del Presidente della Repubblica dal quale fu premiato per la sua attività di soccorso agli alluvionati.
Alla prossima ed ultima domenica 22 ottobre. Per leggere la recensione dello scorso anno cliccare qui.