Piazza Morgagni statua

Il forlivese Giovanni Battista Morgagni o Giovan Battista Morgagni (1682-1771) è universalmente considerato il fondatore dell’anatomia patologica. Oltre ad essere un abile anatomista, si dedicò allo studio della storia del territorio romagnolo e pubblicò testi su alcuni scrittori antichi. Tra i suoi ammiratori va annoverato il concittadino Camillo Versari (1802-1882), clinico all’Università di Bologna e fervente patriota, che pubblicò un volume sulla sua vita e sulle opere e donò alla città la statua di Salvino Salvini. “L’opera – ricorda Gabriele Zelli, presidente del Lions Club Forlì Host – fu restaurata una prima volta nel 1989 a cura della nostra associazione quando era presidente Aldo Magrone, allora direttore della sede forlivese della Banca Commerciale Italiana. Fu il primo restauro da quando il monumento fu collocato in piazza Morgagni nel 1931. Più di recente un intervento analogo è stato sostenuto dal Rotary Club Forlì“.
Ben poco si conosce della vita di Morgagni a Forlì e per far luce sugli anni passati in patria un gruppo di studiosi forlivesi, coordinati dal dottor Giancarlo Cerasoli, sta preparando una pubblicazione basando le ricerche su fonti inedite. Sarà proprio Giancarlo Cerasoli l’ospite del meeting promosso dal Lions Club su “Morgagni e Forlì” che si terrà giovedì 12 ottobre, alle ore 20,15, al Grand Hotel Forlì in via del Partigiano (per informazioni 3493737026). Durante l’incontro verranno anticipati i risultati di queste ricerche e proiettate immagini che riguardano anche la docufiction su Morgagni realizzata di recente dal regista romano Cristiano Barbarossa.
A questo appuntamento seguiranno altri momenti – aggiunge il presidente Zelli – tesi a riscoprire grandi nomi della medicina forlivese, oltre ai già citati Morgani e Versari un nome su tutti: Girolamo Mercuriale, celebre per aver teorizzato oltre 400 anni fa l’uso della ginnastica su base medica. Senza tralasciare, per quanto riguarda la medicina, personaggi ormai dimenticati come il colonnello medico Raffaele Rivalta che fu un pioniere delle cure dermatologiche, prima di morire ucciso dai soldati austo-ungarici durante la Grande Guerra. Ci impegneremo in tal senso per far capire che Forlì ha anche radici storiche e culturali per ospitare studi di livello universitario nell’ambito della medicina“.