AG!RE: “Tavola rotonda Istituzioni-Terzo Settore. Preveniamo il degrado”

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“È nostra intenzione dare ancora più vigore e fare eco alle recenti dichiarazioni di don Enrico Casadio sull’ormai accertata ed allarmante situazione di degrado e di disagio sociale dell’antico Chiostro di San Mercuriale. Tale per cui, in quanto portavoce di un’associazione culturale e di impegno socio-politico come AG!RE, mettiamo a disposizione della pubblica opinione le nostre proposte affinché possano animare e determinare una serie di azioni amministrative concrete allo scopo esclusivo della tutela del bene comune in loco ed in altri contesti.”

Come AG!RE sosteniamo la necessità di introdurre un nuovo paradigma di condotta capace di coniugare prevenzione ed educazione seguendo due linee guida, una tecnica ed una istituzionale: la prima, investendo sulla figura dell’animatore socio-culturale o “educatore di strada” in grado sia di attuare un percorso educativo positivo inserendosi nelle aggregazioni naturali degli adolescenti nell’ottica di prevenire i cosiddetti comportamenti devianti, sia di catalizzare e favorire l’incontro tra le istituzioni e la comunità cittadina divulgando e promuovendo le esperienze e le attività pedagogiche “sul campo”; la seconda, caldeggiando una tavola rotonda aperta a tutti gli attori del Terzo Settore senza esclusione, al mondo scout, all’équipe di strada della Comunità “Papa Giovani XXIII”, all’Azione Cattolica, ai coordinatori dei Quartieri, affinché si possa mettere in moto la macchina del grande movimento volontaristico cittadino in sostegno sistematico sia alle istituzioni comunali sia alle forze dell’ordine nell’esercizio delle funzioni di prevenzione sul territorio.

Desidereremmo che gli organi competenti accogliessero questi nostri consigli partendo dal cuore pulsante della nostra città – dal Chiostro di San Mercuriale passando dalla “Barcaccia” accanto ai Musei San Domenico e dalla zona Portici-Stazione per citare due ulteriori casi costantemente scottanti per Forlì – dove più e più volte giungono segnalazioni di ogni genere e gravità di degrado sociale ed urbano; sino ad arrivare via via in ogni Quartiere allargando fattivamente le forme di recupero in altre zone a rischio. “È doveroso passare alle proposte – come ben afferma don Enrico – ma bisogna cambiare paradigma nell’azione quotidiana: prevenzione scrupolosa e sistematica ed educazione, senza ronde o sceriffati.

Costringere, ad esempio, l’opinione pubblica ad interrogarsi nuovamente sulla chiusura anche temporanea del Chiostro, ovvero sulla privazione di un libero spazio dal grande valore storico-artistico conquistato dai forlivesi, è il sintomo di una tangibile sconfitta delle Istituzioni che arretrano di fronte al vandalismo, al teppismo e alla diseducazione civica. Sono pertanto demandate a quest’ultime l’incontro ed il confronto con la società civile in tutte le sue forme ed espressioni al fine di attuare una collaborazione sinergica fra le parti nella tutela del bene comune. La nostra intenzione è quella di lanciare un sassolino allo scopo di sollevare una discussione attorno a questioni dalla notevole rilevanza pubblica e ci auguriamo che qualcuno lo faccia. Noi siamo qui disposti a partecipare”.

Andrea Ravaldini, Cristian D’Aiello, Associazione culturale «AG!RE» Forlì