I Verdi: «Variante Marcegaglia. A cosa serve Arpae?»

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«La vicenda riguardante la variante urbanistica per Marcegaglia rivela una preoccupante situazione: si tratta della mancata osservanza da parte della Pubblica Amministrazione dei pareri tecnici resi dagli enti a cui è demandata per legge la tutela della salute e dell’ambiente (Arpae) e talune “allegre” interpretazioni delle leggi al fine di garantire un trattamento certamente non riservato agli altri cittadini. Infatti il Comune di Forlì, di fronte al parere negativo dell’organismo pubblico Arpae non ne ha tenuto alcun conto per favorire una azienda a discapito dei cittadini abitanti nelle sue immediate adiacenze. Tanto vale allora chiudere quell’ente o evitare di inviargli richieste di pareri: si risparmierebbero così tempo e denaro.
E dire che nel caso Marcegaglia il parere dell’Arpae si limitava a chiedere di spostare in altra parte del lotto la costruzione di un edificio per officina di carpenteria metallica per le molestie che può arrecare alle vicine abitazioni. Il fatto è che per assecondare questa impresa si è data una interpretazione assai benevola delle norme: si è sostenuto che era possibile una variante semplificata per superare i limiti di densità edilizia perché le aree destinate all’insediamento dell’impianto produttivo sarebbero insufficienti, chiudendo gli occhi davanti all’incontestabile realtà di un insediamento che si estende su 2 Comuni, in uno dei quali, Forlimpopoli, esistono molti ettari di area industriale edificabile. Non solo, sempre per favorire l’azienda si è sostenuto che non era necessario effettuare la valutazione ambientale richiesta dalla legge perché si tratterebbe solo di modifiche delle caratteristiche edilizie o dei dettagli costruttivi degli interventi, casi questi di esclusione dalla Valsat.
Ci troviamo di fronte a un vero e proprio travisamento dei fatti. Viene costruito un edificio industriale nuovo di circa 1228 metri quadri a ridosso di abitazioni esistenti, edificio che la stessa relazione tecnica (la pag.10 della relazione urbanistica allegata alla proposta di delibera) descrive nel seguente modo: “Nuovo capannone, ampliamento (Tav. 3) Il nuovo capannone con una Sul di circa mq. 1228,00 (mt. 10,57 x 116,09) come da progetto definitivo allegato e con una Su di mq. 1.183,00, risulta essere formalmente del tutto similare a quelli già esistenti, in particolare avrà le fondazioni in conglomerato cementizio armato, pilastri in carpenteria metallica, travi di copertura in carpenteria metallica, tamponamenti pareti laterali con pannelli coibentati e tamponamento copertura con pannelli coibentati alternati con lastre in policarbonato…”
Quali “modifiche delle caratteristiche edilizie” dunque? O quali modifiche dei soli “dettagli costruttivi”? Si tratta di un nuovo grande capannone da assoggettare a Vas (valutazione ambientale strategica ndr).
E’ proprio necessario ricorrere a questi espedienti per evitare di assoggettare il progetto alla valutazione ambientale? O si temeva che quella valutazione avrebbe rafforzato il parere negativo di Arpae, volto a tutelare gli abitanti delle case vicine, parere che indicava la necessità di realizzare il nuovo capannone in altra parte della proprietà, lontano dalle abitazioni?
Infine la pensilina: per realizzare la nuova struttura si riducono le distanze dalla sede stradale di via Mattei violando il principio consolidato della non derogabilità di tali limiti dettati dal Codice della Strada nell’interesse generale. Uno strumento amministrativo quale è un piano urbanistico non può prevalere su una norma dettata da un codice approvato con un Decreto Legislativo.
Non è accettabile un tale modo di operare e siamo sicuri che se Emma Marcegaglia ne fosse informata per prima lo rifiuterebbe, soprattutto per gli aspetti ambientali della questione: infatti vogliamo ricordare che la Presidente della azienda era responsabile ambiente di Confindustria quando, anche con il suo sostegno, venne introdotta nell’ordinamento italiano la valutazione ambientale strategica, superando un ritardo di anni nei confronti della normativa europea in materia».

Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena