pellet

La qualità del pellet che alimenta la nostra stufa, la nostra caldaia, o il nostro caminetto potrebbe sembrare, al profano, del tutto indifferente: alla fine, non si tratta comunque e semplicemente di  sferette di materiale legnoso, delle stesse dimensioni, e quindi in definitiva di resa e qualità sempre più o meno equivalente?
In realtà, anche una prima analisi molto superficiale della qualità dei pellet e della loro composizione permette di capire molto rapidamente che le cose non stanno assolutamente così, e che invece la questione è di capitale importanza per l’efficienza dei nostri impianti di riscaldamento. Vediamo dunque come assicurarci di scegliere pellet che siano davvero all’altezza dei risultati che vogliamo ottenere.

L’intero equivoco si basa sull’idea sbagliata che i pellet siano tutti realizzati allo stesso modo, e con identici materiali. Ovviamente, le cose non stanno così, e ci sono invece importanti differenze, tanto è vero che anche un blog di grande rilevanza nel settore come Pellet Blog dedica un’intera pagina alla questione della qualità del pellet utilizzato per il riscaldamento. Se infatti è ovviamente vero che tutti i pellet vengono costruiti a partire da materiale legnoso, e anche che in base alle più diffuse certificazioni internazionali devono essere privi di sostanze collanti aggiunte o potenzialmente tossiche, rimane il fatto che la scelta del materiale effettivamente utilizzato e la cura nel processo di produzione possono portare a prodotti finiti di rendimento ben diverso. Due sono i parametri che normalmente permettono di valutare a priori la qualità dei pellet: si tratta del potere calorifico e del contenuto di cenere.

Per quanto riguarda il primo, possiamo dire che il potere calorifico dei pellet è una grandezza che misura quanto questi ultimi siano efficienti nel generare calore una volta impiegati per alimentare una stufa o un caminetto. L’unità di misura del potere calorifico dei pellet è il BTU, o British Thermal Unit (ossia Unità Termica Britannica); tutte le confezioni di pellet devono riportare questo dato in modo che sia possibile effettuare una valutazione prima dell’acquisto. Il valore oscilla, ovviamente, in base alla casa produttrice; una norma genericamente valida è che un pellet di qualità medio-alta, che abbia una buona resa nella generazione di calore, deve avere un valore di almeno 8000 BTU.

Un discorso se vogliamo esattamente opposto è quello che si può invece fare riguardo al contenuto di cenere dei pellet stessi. La presenza di cenere infatti è negativa: porta ad una combustione meno efficiente e più sporca, che genera fuliggini potenzialmente incrostanti e quindi dannose per l’impianto di riscaldamento. Preferiremo quindi i pellet che riportano un contenuto di cenere molto ridotto; sul mercato non è difficile reperire forniture con un valore intorno al 2% di cenere sulla massa totale, che già rappresenta un’eccellente qualità del pellet.