aeroporto di Forlì foto fabrizio verni

Domani in Commissione politiche economiche e mobilità mi aspetto, da parte dell’assessore regionale al turismo Andrea Corsini e del suo collega ai trasporti Raffaele Donini, una chiara e definitiva presa di posizione in merito al futuro e agli sviluppi dell’aeroporto di Forlì Luigi Ridolfi. Chiara perché dall’inizio dell’anno abbiamo assistito a una kermesse di dichiarazioni, da parte soprattutto di Corsini, quantomeno confusionarie che si sono contraddette strada facendo. Definitiva perché di questo ha bisogno la città di Forlì; di sapere se può contare o meno sull’aiuto – anche economico – della Regione Emilia Romagna per creare un sistema integrato dei trasporti che comprenda, tra le altre, anche lo scalo forlivese” questo il commento di Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale della Lega Nord in vista dell’audizione di domani sulla situazione aeroportuale emiliano romagnola in Commissione III, in cui interverranno gli Assessori regionali Corsini e Donini.

Sebbene il tema sia complesso e l’informativa di natura generica – aggiunge Pompignoli – la manifestazione di interesse da parte di una cordata di imprenditori locali rende la riapertura dell’aeroporto Luigi Ridolfi non più una chimera e quindi un argomento di urgente trattazione che non permette perdite di tempo. Così come non sono più tollerabili certe ‘scappate’ poco lusinghiere da parte di alcuni Amministratori locali e regionali a cui l’ipotesi di un Ridolfi bis dà fastidio e fa paura”.

Un’ultima bordata il consigliere forlivese del Carroccio la riserva ancora a Corsini “che ha messo già le mani avanti dicendo che la Regione non intende metterci capitale né tantomeno sottoscrivere quote ed entrare nella compagine societaria del ‘nuovo’ Ridolfi. Un atteggiamento ben diverso da quello riservato al Marconi di Bologna dove la Regione detiene il 2,04% o al Verdi di Parma al quale erano stati promessi, dallo stesso Presidente Bonaccini sotto campagna elettorale i primi dell’anno, ben 12milioni di euro spalmati in tre anni. Insomma, domani da chiarire ci sarà anche questo aspetto”.