Chiara Mancini Rifondazione Comunista

«Durante la seduta consiliare di ieri a Forlì è stato discusso un ordine del giorno promosso da Coldiretti affinché venisse presa una posizione in merito al Ceta, l’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada che in questi mesi sta passando al voto dei singoli Stati Membri dell’Ue. L’importanza di schierarsi in merito al trattato anche a livello locale risiede in due principali punti: l’importanza di coinvolgere tutta la cittadinanza su un tema così rilevante e la necessità di dare voce a chi è contrario a questo accordo internazionale nefasto, ossia la posizione esplicata da Coldiretti all’interno del documento. L’ordine del giorno è stato invece dileggiato e sottovalutato nella sua utilità sia dal Pd sia dall’estrema destra nella figura del consigliere Minutillo (FdI). La consigliera Maltoni (Pd) ha poi addotto pochi banali motivi all’accoglimento del Ceta. Pare quasi che gli eletti del nostro consiglio comunale nemmeno abbiano approfondito la materia, oggetto del dibattito europeo da mesi, e che si siano fermati alle prime righe della pagina web della Commissione Europea. Nel Consiglio è stato osannato il semplice abbattimento dei dazi come un grande vantaggio per le aziende quando invece (considerate le dimensioni minuscole rispetto a quelle canadesi, in particolare in ambito agricolo) saranno estremamente penalizzate. A partire da quelle romagnole che hanno investito sulla qualità e sulla filiera corta e non certo sull’incontrollato gigantismo industriale. Inoltre, il trattato prevede meccanismi di protezione degli investimenti privati che scavalcano l’autonomia degli Stati nell’adottare norme di precauzione atte a proteggere la sicurezza alimentare e ambientale, rendendoli ricattabili e vulnerabili di fronte a multinazionali alimentari che guardano solo ai profitti e non alla qualità. Le aziende italiane, perciò, saranno costrette a competere con multinazionali che utilizzano Organismi Geneticamente Modificati, carni di pollo pulite al cloro e bovini trattati con ormoni della crescita, a fronte di un sistema di indicazioni geografiche inefficiente che lascia solo un ristretto margine di riconoscimento delle peculiarità geografiche e qualitative europee. Di fronte a queste conseguenze concrete e nefaste la Coldiretti si è mobilitata ma il Pd e FdL se ne sono semplicemente fregati. I casi perciò sono due: o non si è ritenuta la questione meritoria di approfondimento o la quasi totalità del consiglio forlivese crede sia giusto inchinarsi ai piedi delle grandi aziende, infischiandosene degli effetti collaterali e della salute dei cittadini e delle imprese forlivesi.
Rifondazione Comunista, come per la campagna stop Ttip è in prima fila nella battaglia contro il Ceta, sia con la nostra europarlamentare Eleonora Forenza, sia tramite il Gruppo delle Sinistra Europea, un accordo iniquo che farà solo aumentare le disuguaglianze e metterà in pericolo il futuro della nostra agricoltura e la salute dei cittadini. Sosteniamo perciò, con forza, l’ordine del giorno sostenuto da Coldiretti».

Chiara Mancini Rifondazione Comunista Forlì

A seguito del comunicato di Chiara Mancini il Movimento5Stelle di Forlì ci invia il seguente comunicato: “Relativamente al comunicato diramato da Chiara Mancini di Rifondazione Comunista Forlì in merito alla mozione contro il Ceta bocciata ieri in Consiglio Comunale, per completezza di informazione ricordiamo che la mozione è stata proposta da Coldiretti a tutti i consiglieri comunali, fra i quali solo noi del M5S abbiamo avuto la sensibilità di farcene carico, firmarlo e raccogliere le 7 firme di altri consiglieri necessarie per discuterlo con priorità. Il voto in Consiglio ha visto favorevoli solo noi del M5S (Vergini e Benini) più Lodovico Zanetti (Articolo 1 – Mdp), le restanti forze politiche presenti Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno votato contro. Da segnalare poi anche il “caso” del consigliere Mario Peruzzini (Noi con Drei) che pur essendo firmatario della mozione ha votato contro” Daniele Vergini, Simone Benini consiglieri MoVimento 5 Stelle Forlì.