La Banca di Credito Cooperativo di Tredozio compie 100 anni

0
Letture: 3206

Grande partecipazione alla festa del centenario della Banca di Credito Cooperativo a Tredozio. Nel discorso tenuto il sindaco Simona Vietina ha spiegato che è “Un traguardo importante che rimanda alle origini delle casse rurali del secolo scorso, fondate da persone unite dagli stessi ideali di ispirazione cristiana, di solidarietà e di mutualismo“. L’obiettivo era quello di aiutare ed essere aiutati nello sviluppo e nella crescita della comunità. “Nel 1906 – ricostruisce il sindaco – il Pievano Don Antonio Tabanelli, un grande Pievano, lasciò la Pieve di San Michele trasferendosi a Rocca San Casciano; l’anno successivo gli subentrò Don Andrea Casini. La situazione economica della maggior parte dei cittadini del Comune di Tredozio, agli inizi del secolo scorso era precaria; la popolazione dell’intero comune superava le 4.000 unità; in ogni famiglia vi era una schiera di figli. Insomma c’era miseria! Mancava il lavoro ed a questo in parte suppliva l’emigrazione verso i paesi vicini: Svizzera, Francia, Austria“.
Un buon aiuto in quel periodo per la classe operaia era costituito dalla presenza della Soc. Di Mutuo soccorso, che soccorreva coi propri mezzi i suoi iscritti. Ad aggravare la situazione, negli anni precedenti la prima guerra mondiale, fu il rientro obbligato al paese di coloro che lavoravano all’estero e che, dinnanzi alla minaccia della guerra, iniziata in Europa nel 1914, furono fatti rimpatriare dai governi stranieri.
L’Amministrazione comunale – continua Simona Vietina – era allora retta dal sindaco Guido Valensin, ma anche egli, entrata in guerra anche l’Italia, nel 1915, nel luglio di quell’anno dovette dimettersi perchè richiamato alle armi. La guerra mieteva vittime ed anche i militari Tredoziesi ebbero i loro caduti: nel 1915, undici; nel 1916 quindici e tre dispersi; nel 1917, ventidue e 3 dispersi e ciò significava che altre famiglie rimanevano senza sostegno. Dinanzi a questa drammatica situazione, in quegli anni essendo sorte presso alcune parrocchie le Casse Rurali, il nostro Pievano don Andrea Casini, uomo di grandi iniziative prese appunto l’iniziativa ed il 4 luglio 1917, a San Michele, istituì la Cassa Rurale Cattolica. Il primo presidente di questo piccolo Istituto, che non aveva sportelli aperti al pubblico e dove l’impiegato era soprattutto il Pievano, che si rivolgeva alle minute esigenze del popolo, fu l’agrimensore Nicola Bonaccorsi. I valori sulla base dei quali fu istituita la piccola Cassa Rurale nel 1917 sono ancora oggi alla base dell’operato delle filiali BCC sul territorio“.
Dagli inizi sono cambiati gli strumenti, è infatti aumentata la tecnologia, ma sono rimasti immutati i principi che hanno ispirato la fondazione della banca.
La forza della nostra banca – precisa il Primo Cittadino – è proprio quella di valorizzare il paese e riconoscere che è grazie ad esso che la banca è ancora presente ed attiva dopo 100 anni. Le ampie trasformazioni subite negli anni devono lasciare immutata l’attenzione ad ogni singola comunità se desideriamo poter arrivare a festeggiare altri traguardi come questo. Deve essere mantenuto intatto il suo stile di solidarietà e vocazione etico – sociale. Oggi la sfida è riuscire a superare anche il difficilissimo periodo di crisi economica, sociale e politica che stiamo vivendo e che rischia di far vacillare anche quei valori portanti che ispirarono i fondatori. La sfida si può vincere soltanto se non si perde lo stretto legame con i singoli territori, ricercando con ogni mezzo le modalità per agevolare la crescita. Vi informo infatti che sono stati donati banchi e sedie per la scuola per un valore di circa 2000 euro e c’è un impegno per sostenere, anche su più anni il rifacimento dell’impianto elettrico di questo teatro. Questo secondo impegno che la BCC ha preso – conclude il sindaco Simona Vietina – , ha un enorme significato anche alla luce del fatto che fu proprio il fondatore della Cassa Rurale nel 1917, il Pievano don Andrea Casini, a costruire successivamente, nel terreno di fianco alla chiesa di San Michele, dove sorgeva il vecchio cimitero, il circolo per la gioventù con il Teatro. Questi due interventi sono per la nostra comunità fondamentali anche considerando che la scuola è il luogo dove si crea la comunità e il teatro il luogo dove si ritrova nelle occasioni più importanti“.