A seguito dell’ennesimo incidente verificatosi pochi giorni fa nel parchetto “Nilde Iotti” del quartiere Ronco, dove una bambina è stata – per buona sorte – solo lievemente ferita dalla rottura di un’altalena, chiediamo non solo un particolare focus a riguardo ma una pianificazione di azioni concrete nei parchi pubblici da parte dell’amministrazione del Comune di Forlì e dai suoi organi preposti. All’attenzione del lavoro associativo di AG!RE, sono emerse le stentate considerazioni dell’Ente centrale nei confronti dei moniti dei vari coordinatori dei quartieri, i quali, esasperati da un ingiustificabile silenzio, sono i primi ad anticipare regolarmente l’acquisto di materiale mancante o ad arrabattarsi nelle sistemazioni necessarie. Tornando all’inizio dell’estate, persino lo storico torneo di basket di beneficienza – il “Margheritini All Stars” nato in collaborazione con ADMO – ha subito il triste epilogo di un trasferimento per l’inagibilità del campetto Margheritini Playground situato presso il Parco di Via Dragoni. Nell’eventualità di un incidente compiutosi in un parco giochi, è e sarà sempre l’Ente pubblico a dover rispondere qualora questo dipendesse da una non corretta installazione e manutenzione. Le normative europee relative alle condizioni generali delle attrezzature nelle aree-gioco – la EN 1176 e la EN 1177 – sono esplicite sull’attestazione della conformità e dell’idoneità, in particolare la seconda che al comma 7 ne impone “l’ispezione visiva settimanale di routine”; in seguito, l’ispezione trimestrale ed infine, annuale. Per suddette ragioni, prima che possano accadere altrettanti spiacevoli inconvenienti che mettano a repentaglio l’incolumità delle persone, reclamiamo una risposta all’incuria e alla scarsa manutenzione e lo facciamo appellandoci ai doveri normativi che una buona amministrazione deve tener conto. Come AG!RE, invitiamo in primis gli amministratori ed i rispettivi organi a mettersi in moto per una revisione pianificata di tutte le attrezzature ludiche presenti nelle aree gioco della città; ed in secundis, a rapportarsi costantemente con i Comitati di Quartiere ed i loro portavoce. Anziché seguire la scia referendaria, la quale costituirebbe una forzatura in termini di scavalcamento e svalutazione del prezioso impegno di quest’ultimi, riteniamo che un dialogo aperto e franco senza distinzioni di colori possa portare hic et nunc, qui ed ora, alla risoluzione immediata dei problemi che attanagliano il patrimonio comune. Forlì – lo ricordiamo – ha 43 quartieri con 5 coordinatori di “macro-zona” preparati e attenti ai problemi del territorio: quando verranno tenuti in considerazione? Speriamo prima che succeda qualcosa di grave.

Andrea Ravaldini, Cristian D’Aiello,

«AG!RE» Forlì