Controllore-autobus

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
«Ci ho pensato un po’ prima di scrivere queste righe e ora mi sono decisa. Il destinatario di questa mia lettera è l’Azienda «Start Romagna» che, come sapete, si occupa di trasporto pubblico per l’area forlivese e dintorni. Sono una cittadina meldolese, studio e lavoro a Forlì e dal lontano 1972 usufruisco del servizio di trasporto pubblico gestito appunto da «Start Romagna» (prima del 2009 presente con altro nome). Ad oggi, da oltre 45 anni, credo di aver contribuito in maniera significativa al bilancio di questa Azienda pagando (come è normale che sia…), anticipatamente, il relativo biglietto e/o abbonamento richiesto per le circa 27.000 corse (calcolo approssimato per difetto) effettuate. Dopo essermi sommariamente presentata, vengo al motivo che mi ha spinto a mettere nero su bianco le mie rimostranze nei confronti di «Start Romagna».
Mercoledì 16 agosto salgo nell’autobus n. 96 nel «Punto Bus» di Forlì, l’autista è seduto al suo posto di guida mi richiama indietro mentre sto camminando lungo il corridoio: «hei, siamo a posto col biglietto?»… beh, non troppo educato ma ha ragione, regolamento alla mano il «titolo di viaggio» (biglietto o abbonamento) va esibito e convalidato quando si sale sul mezzo di trasporto.
Mostro quindi il mio abbonamento, lo «passo» nella macchinetta automatica per la convalida e vado a sedermi (l’autobus in quel momento era praticamente vuoto). Pochi secondi dopo salgono due ragazzotti giovani e , senza il minimo accenno a fermarsi davanti alla macchinetta per «validare» il loro biglietto o abbonamento, tirano diritto e vanno a sedersi comodamente in fondo negli ultimi sedili. Azz… (penso…) adesso l’autista li pizzica ‘sti due portoghesi… no, nessuna azione ne reazione, e dopo pochi minuti mette tranquillamente in moto l’autobus e ci muoviamo verso Meldola… i due giovanotti, tra una risata e l’altra, si sono rialzati solo alla fermata di Meldola, per scendere. L’autista non sì è assolutamente azzardato a fare loro la stessa domanda fatta alla sottoscritta: «hei, siamo a posto col biglietto?». Di scene come questa appena raccontata, vorrei sottolineare, nel corso degli anni ne ho viste (e vissute) a centinaia. Avrei dunque un po’ di domande da rivolgere a chi ha la responsabilità (e il dovere) di rispondere:
1) La sottoscritta la prossima volta che assiste ad una cosa simile (molto probabile già domani o al massimo dopodomani…) di quali «armi» può disporre per evitare che si ripetano situazioni, chiamiamole con un eufemismo, antipatiche?
Potrei chiedere l’intervento della Forza Pubblica (Polizia, Carabinieri, ecc. ) o, in alternativa, l’intervento degli organi di controllo interni dell’Azienda (personale che, nell’esercizio ispettivo e di verifica, assume la funzione di Pubblico Ufficiale – Art. 40 comma 3 della Legge Regionale Emilia Romagna n. 30 del 2/10/1998 e successive modifiche)?
2) Quali poteri, doveri e/o responsabilità ha l’autista del mezzo di trasporto in casi del genere? Può iniziare e terminare il suo trasporto degli utenti presenti senza verificare che siano tutti in regola con il biglietto. E’ personalmente tenuto a tale controllo, magari con l’ausilio di colleghi dell’Azienda stessa e/o da Pubblici Ufficiali esterni (Polizia, Carabinieri, Vigili Urbani, ecc.)?
3) Quali manovre e correzioni intende adottare l’Azienda «Start Romagna» per porre fine al malcostume ormai radicato dei «portoghesi»?
4) Chi ha pagato il «titolo di viaggio» (2,10 euro il prezzo corrente per un «2-Zone» : totale 4,20 euro) ai due ragazzotti saliti nello stesso autobus dove mi trovavo e che non hanno rispettato il regolamento scritto a chiare lettere sui biglietti stessi, sulle bacheche degli orari esposte al pubblico esternamente alle fermate, all’interno degli autobus, sul sito Internet istituzionale?
Una provocazione: starei valutando l’ipotesi di richiedere la restituzione di quanto pagato nel corso degli anni in considerazione del fatto (provato dagli eventi) che siccome “si può viaggiare anche senza pagare” io ho speso inutilmente soldi per comprare un servizio che avrei potuto godere in maniera gratuita. Tempo fa lessi su un quotidiano locale un’articolo dove l’Azienza «Start Romagna» annunciava di aver intensificato i controlli e inasprito le pene pecuniarie a carico di chi venisse pizzicato senza biglietto, di aver altresì aumentato anche il numero di multe elevate. Iniziativa senz’altro lodevole, ma… mi piacerebbe sapere, a bilancio, quante di queste multe sono in seguito state davvero incassate… e se i soldi incassati siano stati o meno sufficienti a coprire il «buco» determinato da questa gente che, impunemente, continua a non pagare e viaggiare gratis sui mezzi pubblici finanziati con i miei 2,10 euro, 2 volte al giorno…
Se tutti i giorni avessi evitato il biglietto quanto mi sarei risparmiata in 45 anni?… ma chi avrebbe pagato?
Sicura di una risposta soddisfacente e sopratutto di un’azione quantomeno efficace volta a debellare questo andazzo poco edificante… non ci si può lamentare se “la gggente” poi è portata a nutrire sentimenti di antipatia (quando va bene) nei confronti dei “furbetti” di turno. Il mestiere del portoghese esiste dalla notte dei tempi… però se mi freghi e mi prendi anche per il culo poi finisce che la prendo male…
Grazie per l’attenzione, una cittadina pagante».

Lorenza Ricci