«Nonostante la violenza del fenomeno atmosferico tutto sommato i danni sono stai contenuti. Alcune decine di alberi abbattuti, alcuni tetti con tegole divelte, qualche struttura come il mercato coperto scardinata, una gru abbattuta. Non ci sono stati danni alle persone, quelli alle cose potranno essere ristorati grazie alla richiesta di stato di calamità fatta prontamente dal Sindaco. Positiva e tempestiva è stata la risposta delle strutture pubbliche, vigili del fuoco, vigili urbani, protezione civile e significativo, dimostrazione di un grande livello di coscienza civica è stato l’intervento dei tanti cittadini, a cominciare da quelli del quartiere Romiti, che si sono rimboccati le maniche per dare una mano.
Ieri abbiamo compiuto un giro lungo le strade della città dove più forti sono stati i danni, soffermandoci per individuare le cause della caduta di tanti alberi, in particolare platani. Abbiamo notato piante con cavità e marciumi, molto probabilmente provocati da potature, queste ultime effettuate nel corso degli anni in modo di dare alle piante una forma assai diversa rispetto alla loro conformazione originale, alzandole ad dismisura e facendo allungare il “braccio” su cui fanno leva gli eventi atmosferici. Abbiamo visto alberi crollati perché le radici erano state tagliate al colletto da muretti o cordoli, minando la stabilità della pianta nonostante questa non mostrasse alcun segno di instabilità.
Analoghi guai hanno subito le alberature in altre città e paesi investiti in questi ultimi giorni da eventi simili al nostro. Quanto si può rilevare impone un cambio di passo nella gestione del verde nelle nostre città: non sono più sufficienti gli strumenti e le risorse messi in campo fino ad ora che mettono in evidenza carenze e inadeguatezze. Questo richiede che l’affidamento delle attività gestionali sia fatto ad imprese scelte sulla base di criteri che privilegino la capacità, l’esperienza, la presenza di maestranze qualificate, con gare aventi come base capitolati fatti da persone che sanno di che parlano e non come è avvenuto con la miserevole vicenda di pochi mesi fa.
Questo impone che la verifica della stabilità degli alberi sia effettuata con modalità più rigorose e non si tratti di una sinecura gestita… con giri in bicicletta. Tutto ciò richiede in una città come la nostra la costituzione di una vera e qualificata struttura tecnica interna dotata delle competenze necessarie per affrontare le molteplici questioni che riguardano le aree verdi della città, le alberature presenti, le progettazioni, gli appalti dei lavori e soprattutto le direzioni lavori e vigilanza che richiedono impegno e presenza costante in tutti i cantieri in cui ci si occupa di verde e alberi.
Con eventi come quello a cui abbiamo assistito ieri dobbiamo cominciare a convivere, i cambiamenti climatici sono un fatto incontrovertibile e richiedono azioni e misure non solo di contrasto ma anche di adattamento che sono ormai irrinunciabili. Ciò richiede cambiamenti profondi nei confronti del consumo del suolo, nei consumi idrici, nell’uso e nella produzione di energia, nei trasporti e nella mobilità. Non pare però che sotto questo profilo questa Amministrazione ci voglia sentire, preferendo il vecchio andazzo di sempre fatto di cemento, asfalto, consumi, strade e simili. Delle azioni di mitigazione e adattamento invece occorre cominciare a parlare : le dichiarazioni dei metereologi di Arpae non lasciano vie di scampo. Non sono sufficienti, anzi non servono a nulla eventi come quelli in programma a settembre sul Buon Vivere se essi non sono l’occasione per impostare ragionamenti concreti sul cambiamento di passo necessario in questa come in altre città per poter guardare con fiducia i prossimi decenni».

Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena