La nostra cooperativa sociale è nata per un motivo molto semplice: ridare un punto di riferimento e una risposta socio-occupazionale alle comunità dell’alta valle del Tramazzo e del Montone. Per farlo sempre meglio e di più, credo che l’obiettivo finale sia la creazione di una cooperativa di comunità”.
Parola di Mirko Betti, presidente e amministratore della Cooperativa Sociale Acquacheta, realtà che dopo tre anni dalla sua nascita è già riuscita a creare lavoro per circa 30 persone. “Il nostro territorio montano – continua Betti – deve lottare contro la scomparsa di servizi alla persona, attività commerciali e artigianali, che causano il progressivo spopolamento. Per invertire questa tendenza la formula migliore è quella cooperativa”.
Secondo il presidente di Acquacheta, che ha seguito la Scuola delle Cooperative di Comunità promossa da Confcooperative Emilia-Romagna e Legacoop Emilia-Romagna a Cerreto Alpi (Reggio Emilia), quello della cooperativa di comunità deve essere “un obiettivo da darsi e al quale arrivare tramite un processo graduale e condiviso”.
Il primo passo da compiere è infatti “la creazione di una rete di imprese del territorio che svolgono servizi e mansioni differenti ma iniziano a ragionare insieme, anche se ognuno con la sua autonomia giuridica. Nell’ambito di una strategia comune, con investimenti e scelte concordate, si potrebbero ottenere grandi risultati e preparare la strada per costruire una cooperativa di comunità in grado di gestire i servizi essenziali per le nostre comunità e fornendo un’occasione di occupazione agli abitanti di queste valli. Acquacheta vuole fare la sua parte in questa direzione e si impegnerà a fondo”.