Tina Castelli ieri e oggi

Mi chiamo Tina Castelli e sono nata l’11 Marzo 1935 a Voltana, frazione di Lugo di Romagna, provincia di Ravenna e ho vinto io la prima edizione del Festival Voci Nuove di Castrocaro, nonostante in qualche sito continuano ancora a riportare… Bruna Lelli”. Inizia così la nostra chiacchierata con la vincitrice del FestivalVoci Nuove per la canzone italiana” di Castrocaro-Terme, rintracciata roccambolescamente dal vulcanico Mirko Mirri di Cesena, fedele custode di tutti o quasi, i segreti detti e non detti di questo e altre edizioni del Festival, di cui sveleremo, strada facendo, molte notizie, curiosità, aneddoti (video, foto, articoli di giornale, altre interviste) in nostro possesso, utilizzando la pagina Fb “Castrocaro Festivalstory, che vi invito a visitare ed a cliccare un… ‘Mi piace’.
Notizie e “segreti” sul festival Voci Nuove di Castrocaro che saranno oggetto di un libro che pubblicheremo entro la fine del 2018.
Mi ha spinto un amico a partecipare al concorso, ma specialmente la mia mamma! – mi dice ancora Tina – Io non volevo! Si, andavo a scuola da Buscaglioni di Bologna, canticchiavo qua e là ma così, per fare. Cosa ho provato salendo sul palcoscenico di quel mio Castrocaro? Ma l’emozione di salire su un palco l’avevo già provata: a Lugo in una festa di quartiere“. Tina fa una pausa. Mi devi scusare, mi sento un pochino a disagio” mi dice, (ma io non credo per la fatica dell’età … sono pur sempre 83 anni: forse è l’emozione nel ricordare).
Nel momento che stavano organizzando quel primo Festival io cantavo già da tempo in giro per la provincia ravennate, ma non mi sentivo portata di farne una carriera, e tanto meno inseguire il successo in questo campo. Emozionata quando venni chiamata sul palco di Castrocaro?“. “Ma certo che si! Emozionatissima! Avevo anche una enorme paura di sbagliare, non credevo molto nelle mie capacità di reggere quel tipo di pubblico giudicante, quindi nemmeno nella mia possibilità di andare oltre. Avevo solo 18 anni e un carattere molto timido. Ero una ragazza sempre piuttosto spaurita”.

La incalzo: ma Tina… avendo vinto un concorso canoro importante come quello, non ti sei sentita incoraggiata a proseguire con più convinzione? Nooo“, ribatte subito lei; “non ero… non mi riconoscevo… (fa una lunga pausa), quadrata: sai bene cosa voglio dire”.

Ma qual’era il titolo della canzone con cui hai vinto?
I believe di Frankie Laine, che bello che era, cantava da Dio … andava su andava su e ti faceva venire un groppo dentro”.

Insisto: ti ricordi come faceva? Le do il tempo: (one two, tree) … Tina prova a buttare la sua memoria indietro nel tempo, poi si schermisce mettendosi le mani sulla faccia.
No, no, non me lo ricordo proprio, scusami”. E si mette a ridere di gran gusto.
Mi ricordo invece il mio primo concertino al Pavaglione di Lugo… il cuore mi balzava in gola, c’era tantissima gente: quella serata non la dimenticherò mai. Su quel gran palco… lì soli io e il pianista… era di Lugo, non ricordo il suo nome, seppi poi dopo che non ebbe molta fortuna”.

Ma che premio ti hanno dato per la tua vittoria a Castrocaro?
Niente… nemmeno un attestato di partecipazione! Lessi dopo un articolo sul Carlino che mi citava con nome e cognome e basta”.

Tiro fuori la fotocopia di quell’articolo del Carlino preventivamente scannerizzata: cronaca forlivese del 28 settembre 1957, e gliela mostro. Titolo su tre colonne con foto: (Concluso a Castrocaro il “Festival del cantante), con sottotitolo, (primo premio a Tina Castelli di Voltana di Lugo, e secondo premio a Edera Cecchini di Cesena). Tina guarda il ritaglio di giornale con sorpresa e meraviglia, e si copre nuovamente la faccia con le mani e si mette a ridere. Subito dopo sei stata chiamata a Roma per fare un’audizione in Rai.
Sì… sì, ma dovevo avere un maestro che mi accompagnasse al piano e io non l’avevo, non ero stata informata di questo, mi sentivo un pesce fuor d’acqua, tutti quei microfoni, quei fari così potenti puntati addosso… ho avuto paura e sono scappata via in lacrime: eh si, sono scappata, e sai poi cosa ho fatto di li a poco? La cuoca per Roberto Rossellini: si, il famoso regista cinematografico“.

Io faccio un salto sulla sedia per questa inaspettata e sorprendente notizia inedita.
Sai, mi vergognavo tanto di tornare al mio paese, e mi dispiaceva terribilmente deludere tutti quelli che mi aspettavano per farmi festa. Così guardavo sui giornali di Roma le offerte di lavoro, e un giorno lessi che un certo sig. Rossellini cercava una cuoca e mi sono subito presentata: allora era sposato con una signora indiana, e dopo circa un mese siamo andati in vacanza nella sua villa al mare, a Santa Marinella con i suoi bambini, Isabella e Robertino”.

Io trasecolo: vuoi dire che hai tenuto in braccio Isabella? Hai fatto la sua tata? Devo far avere assolutamente questa audio-intervista a Isabella tramite il mio amico Renzo Arbore, suo mentore sin dall’inizio!
Si, sono stata un anno col sig. Rossellini, e poi con tutte le persone che giravano in quella casa, come il signor Melandri di Cesena, che era con la moglie sig.ra Cesarina,  dirigente della Rai International che lavorava nella sede Rai di New York, avevo sentito che cercava una cuoca e mi sono fatta avanti, così in quattro e quattrotto ho fatto il passaporto e sono partita per l’America. I miei l’hanno saputo che avevo il passaporto in mano: insomma, alla fine sono rimasta in America per 40 anni e si sente vero?

Risatona. Rimpianti?
Nooooo. Sicuramente da parte di mia mamma e mio babbo… erano più che altro loro che ci tenevano tanto”.
Proprio come oggi, le faccio notare: sono sempre le mamme che spingono avanti le figlie. Ritorno alla carica: dai Tina vedi se riesci a ricordarti il motivo di “I believe.
No, no, mi dispiace… scusami…, non la ricordo proprio… ma com’era bello Frankie Laine”.

E l’altra canzone che hai cantato, Rosettera? Come faceva?
Daiiii, non mi ricordo più le parole” sorride e si schermisce nuovamente.
Sai poi… ho avuto… – dice una parola inglese che non sa tradurre -…. insomma, una specie di ictus. E meno male che non è stato grave e non mi ha ridotta in una sedia a rotelle!  Ma io ti sto facendo perdere il tuo tempo” mi dice in tutta la sua semplicità e candore.
Ma cosa dici Tina, anzi noi, io e il mio amico Mirko Mirri vorremmo organizzare una bella reunion con alcuni vincitori di quelle edizioni degli anni cinquanta e sessanta e avremmo piacere Tina  che tu ci fossi come ospite d’onore!
Io?? No!! Assolutamente no… con tutti questi capelli bianchi dove vuoi che vada?”.
Ma tu devi stare solo seduta in prima fila e facciamo venire tutti i tuoi amici, in primis Gino Antolini di Lugo Tina, colui che si classificò secondo nel 1958, e vorremmo darti noi, quella targa ricordo che non ti diedero quando vincesti quella prima edizione, cara Tina! E poi ti facciamo fare un grande applauso dal pubblico presente! Sembra convinta, e ci lasciamo così, con Tina Castelli di Voltana frazione di Lugo, vincitrice del primo festival Voci Nuove di Castrocaro -Terme, nel lontano 1957, con questa promessa.

Michele Minisci