Verdi Forlì Cesena

«Da molti anni ormai a Forlì, ad una impresa commerciale, la Conad, è concesso tutto: varianti urbanistiche, sanatorie di interventi abusivi, cementificazione di parti importanti di parchi pubblici con abbattimento di alberi, trasformazione in edificabili di ettari di terreno agricolo. Ora una nuova ulteriore variante per 100 mila metri quadri (20 campi da calcio) in via Campo dei Fiori, approvata i giunta pochi giorni fa e pronta per il prossimo consiglio del 31 luglio, variante già in cantiere da un paio d’anni e già passato i Consiglio una prima volta grazie alla procedura di approvazione adottata.
Si tratta di una ulteriore cementificazione in un Comune che si spaccia per essere tra i sostenitori dello zero consumo di suolo. E dire che ci sono in città decine e decine di capannoni vuoti così come ci sono ettari ed ettari di aree a destinazione produttiva inutilizzate. Adesso come al solito verranno fatte valere le trite motivazioni dell’aumento della occupazione e delle “benefiche” compensazioni in opere e monetarie che produrrà l’intervento, secondo la concezione che il territorio, invece di essere un bene irriproducibile e prezioso, è una merce.
L’unica compensazione accettabile sarebbe quella della riduzione e della restituzione a destinazione agricola di una equivalente superficie a destinazione industriale, ponendo a carico del proponente il rimborso delle tasse Imu/Ici pagate dai proprietari ma ciò è l’ultima delle idee che possono passare per la testa dell’amministrazione. Vogliamo mettere in evidenza che la nuova struttura commerciale verrà realizzata in un’area che necessita di interventi su una rete stradale insufficiente e soprattutto lontana dai nuovi assi, capaci di sopportare il grande traffico pesante che un impianto logistico può provocare.
Ricordiamo, solo per dovere di cronaca l’abuso edilizio all’Ipermercato, costruito in parte su un’area a verde pubblico e generosamente sanato previa variante urbanistica, la variante al Prg per il Conad in via Bengasi, la recente ulteriore variante urbanistica alla Cava per un nuovo centro commerciale con tanto di asfaltatura di una porzione del locale parco urbano, il velleitario e fallimentare “trapianto” degli alberi, già tutti secchi, e l’introduzione del traffico pesante in una zona residenziale.
Pochi mesi fa poi c’è stata la Variante al ‘Poc’ commerciale, con il raddoppio di decine di superfici di vendita per medie strutture di vendita da 1500 mq a 2500, compresi una incomprensibile coppia di ‘Pua’, motivati dalla intenzione di risolvere alcuni contenziosi, variante che fra i destinatari ha ancora una volta Conad.
Ancora una scelta sbagliata che dimostra che gli impegni programmatici di questa amministrazione come quelli delle precedenti sono scritti sull’acqua: non si riusa il patrimonio edilizio esistente, si consuma altro suolo, si fanno varianti ad hoc accettando di cambiare destinazione ai terreni secondo le richieste, non ci si cura più di tanto delle conseguenze sul tessuto economico e sociale della città come ha clamorosamente dimostrato la vicenda Iper che ha ammazzato il centro Storico».

Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena