robot farmacia irst

Non si tratterà unicamente di un sito produttivo centralizzato per l’allestimento di farmaci oncologici e terapie radiometaboliche tra i più avanzati in Italia, ma di un centro per l’innovazione e lo studio di nuove soluzioni tecnologiche, la messa a punto di sofisticate applicazioni robotizzate e l’ingegneria logistica. La nuova Farmacia Oncologica dell’Istituto Tumori della Romagna Irst Irccs, il cui progetto è in procinto di passare alla fase esecutiva, si propone di rappresentare un’ulteriore tappa nella crescita dell’oncologia regionale e vero modello di riferimento nazionale.
La struttura, illustrata oggi dai vertici Irst e Ausl della Romagna alla presenza dell’assessore alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna, Palma Costi e del sindaco, Gianluca Zattini, troverà spazio in una nuova palazzina di tre piani per 900 metri quadri complessivi, la cui costruzione partirà a breve in un’area distante poche centinaia di metri dal Centro oncologico di Meldola per concludersi e diventare completamente operativa entro il 2020. Grazie ad una produzione attesa, almeno nel primo periodo d’esercizio, di circa 100mila allestimenti, sia aderenti a protocolli consolidati sia sperimentali, la Farmacia Oncologica servirà le sedi Irst Irccs e le strutture oncologiche ed ematologiche dell’Azienda Usl della Romagna. La sua prima funzione sarà, infatti, quella di rispondere alle esigenze terapeutiche di tutta la Romagna.
L’intero progetto, tra nuovo edificio, ampio parcheggio ad uso pubblico gratuito con un centinaio di posti auto, strumentazioni e varie facilities vedrà investiti oltre 4 milioni e 150mila euro, 1,5 dei quali giunti dalla Regione Emilia-Romagna attraverso un bando per l’insediamento e lo sviluppo di imprese previsto dalla Legge 14/2014 per la promozione degli investimenti. Bando al quale Irst ha potuto prender parte, unico nel settore sanità, in forza della propria natura societaria.
Questo progetto – ha esordito il direttore generale Irst Irccs, Giorgio Martellisi pone come obiettivo quello di concentrare la produzione del farmaco in un unico punto per poi ridistribuirlo nelle sedi erogative situate in prossimità della residenza del paziente. La nuova Farmacia avrà, inoltre, un’altra importante caratteristica: si porrà, nei confronti delle aziende esterne, come centro per l’innovazione, la ricerca e il trasferimento tecnologico a favore di altre realtà. Questa peculiarità ha certamente avuto un significato importante durante la fase di valutazione da parte della Regione per il conferimento del contributo economico. Vorrei inoltre sottolineare che, sempre in linea con i requisiti del bando regionale, questo investimento porterà all’assunzione di 25 nuove unità con alta specializzazione tra cui farmacisti, tecnici di laboratorio e ingegneri informatici. La fase di progettazione del Centro è iniziata a fine 2016 e, pur prospettandosi un percorso piuttosto articolato in quanto si tratta di realizzare una vera e propria officina farmaceutica soggetta al parere di Aifa, contiamo di rimanere in linea con i tempi previsti e di riuscire ad aprire la struttura entro il 2020.”
Tre gli ordini di ragioni che hanno spinto le direzioni Irst Irccs e quelle dell’Azienda Usl della Romagna a fare della gestione unitaria del farmaco oncologico e della centralizzazione del percorso di allestimento il primo obiettivo del più ampio progetto del Comprehensive Cancer Care Network (Cccn), un modello di rete oncologica capace di coordinare i percorsi di diagnosi, cura e ricerca.
Aspetti affrontati da Giorgio Guerra, direttore sanitario Ausl Romagna: “Si tratta di un importantissimo progetto della Romagna e per la Romagna, capace di centrare il primo obiettivo del piano interaziendale: concentrare alte tecnologie e professionalità mantenendo i servizi prossimi ai cittadini in linea con quella che è la filosofia alla base del sito logistico di Pievesestina. Come azienda che crede nelle potenzialità della rete, oltre a questo splendido esempio di tecnostruttura evolute, Ausl della Romagna ha proceduto anche nella centralizzazione di trattamenti per patologie di nicchia mantenendo le attività chirurgiche e di presidio le più allargate possibili”.
Per i pazienti, un polo altamente tecnologico, votato alla ricerca e all’innovazione, significherà poter beneficiare di trattamenti preparati secondo i più alti standard qualitativi, qualsiasi sia la sede erogativa (Irst o Ausl) cui faranno riferimento. La condivisione di schemi terapeutici tradizionali come sperimentali e di sistemi informatici, assicurerà a tutti i cittadini della Romagna, al di là del luogo di residenza, la piena omogeneità di cura.
E’ un piacere – ha detto l’assessore Palma Costipoter presentare un progetto portatore di un tale livello di innovazione e con tali e tante ricadute in termini di sicurezza, appropriatezza della cura, equità dell’accesso. Il finanziamento ottenuto da Irst pari a 1,5 milioni di euro, il cui ultimo passaggio formale (la firma della convenzione ndr) è avvenuto proprio ieri, rientra tra le azioni intraprese dalla politica regionale per far crescere occupazione e benessere nel nostro territorio; in particolare, rientra nel piano di rafforzamento della norma sull’attrattività in tema di ricerca e innovazione nel settore manifatturiero, la Legge 14. Con questo bando, al quale hanno partecipato 13 imprese, sono stati messi complessivamente a disposizione 41 milioni di euro per attività di ricerca, con un ritorno in termini occupazionali diretti di oltre 1.200 nuovi posti di lavoro. Il progetto Irst rappresenta un unicum in quanto porta in sé, più di altri, un valore aggiunto trasversale: è capace di unire due sistemi di eccellenza della nostra Regione, quello sanitario e quello manifatturiero, proponendo soluzioni di qualità a diretto beneficio dei cittadini e dei pazienti”.
Per gli operatori e tecnici ogni giorno impegnati nella preparazione dei farmaci, l’utilizzo e l’ausilio di tecnologie avanzate, robotica ed automazione, oltre ad azzerare potenziali margini di errore, porterà ulteriore sicurezza sul luogo di lavoro. I farmaci oncologici esigono, infatti, particolari cautele in tutte le fasi di allestimento oltre che nell’impiego finale.
Con la centralizzazione della produzione dei farmaci – ha spiegato Carla Masini, direttore Farmacia oncologica Irst Irccs – aumenteremo la qualità degli allestimenti della terapie oncologiche in quanto saranno effettuati in ambienti costruiti secondo gli standard internazionali riconosciuti da Aifa. La qualità, inoltre, sarà garantita dall’utilizzo di tecnologia robotica che permetterà una maggior sicurezza e tracciabilità nella fase di allestimento dei farmaci e la riduzione del rischio professionale. Un altro obiettivo è l’aumento dell’efficienza grazie alla concentrazione in una sola sede delle scorte di farmaci ad alto costo, all’abbattimento degli scarti di lavorazione e alla presenza di un’unica equipe di professionisti. Inoltre, garantiremo l’omogeneità delle cure attraverso l’utilizzo di schemi terapeutici unici da parte di tutti i clinici di Area Vasta. Lo scenario che si prospetta è quello di ridurre i tre laboratori attualmente presenti (Ravenna, Rimini e Meldola ndr) in un’unica sede qui in Irst che produrrà allestimenti di farmaci oncologici per Meldola, Forlì, Cesena, Ravenna, Faenza, Lugo, Rimini, Cattolica e Novafeltria; saranno lasciati due piccoli laboratori a Rimini e Ravenna per la gestione di terapie non stabili o urgenti”.
La produzione di farmaci all’interno di un sistema centralizzato, unitario, secondo criteri di efficienza e linee condivise, infine, consentirà economie di scala, abbattimento degli scarti con considerevoli risparmi a tutto beneficio di un miglior impiego delle risorse economiche. Un punto, quest’ultimo, di grande valore considerando quelle che sono le spese sostenute proprio per il capitolo dei farmaci. Solo nel corso del 2016, in Romagna, la produzione di farmaci oncologici orali e iniettabili si è aggirata intorno ai 49 milioni di euro, pari a circa il 26% della spesa farmaceutica complessiva del nostro territorio. In Regione Emilia-Romagna, nel 2016, un quarto delle risorse sono state destinate alla spesa farmaceutica ospedaliera; i costi per i soli preparati oncologici hanno raggiunto i 219,5 milioni di euro con un incremento del 10,5% rispetto al dato precedente. Numeri destinati a crescere inesorabilmente in quanto il trend globale, legato soprattutto ai successi delle terapie, amplierà sempre più le curve di sopravvivenza e cronicizzazione delle malattie.
Oltre all’applicazione dei livelli produttivi più alti, la nuova Farmacia Oncologica Irst Irccs mira a porsi quale riferimento per l’innovazione, collettore per altri Istituti di ricerca e imprese specializzate. In particolare, in Irst, saranno ulteriormente coltivati ambiti già oggi d’elezione, come l’individuazione di nuove soluzioni tecnologiche per la realizzazione di terapie radiometaboliche e lo sviluppo di sistemi robotizzati per una sempre maggiore automazione delle preparazioni oncologiche e dei radiofarmaci. La nuova Farmacia, un unicum in Italia per bacino di popolazione servito (oltre un milione e 100mila abitanti) e servizi coinvolti, sarà anche banco di prova per soluzioni d’ingegneria gestionale capaci di razionalizzare sempre più i processi.
Il sindaco di Meldola, Gianluca Zattini, ha affrontato il valore dell’investimento per la cittadina bidentina: “Come sindaco debbo anzitutto ribadire e dare garanzie ai miei concittadini circa la massima sicurezza di quello che sarà questo sito produttivo: le tecnologie, le capacità, il progetto in sé non fanno sorgere alcun dubbio. Altro punto è quello della ricaduta economica: qui presentiamo la nascita di una nuova media impresa, con 25 nuovi assunti. Essere ancora testimoni di quanto Irst cresca e abbia raggiunto così alti livelli in appena 10 anni, ha davvero del miracoloso”.