Presentazione del libro “Il bambino e la lumaca. Rileggere Piero Camporesi”

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Giovedì 29 giugno, alle ore 19,00, a Casa Artusi, in via Andrea Costa 27 a Forlimpopoli, nell’ambito della rassegna “APP-eritivo, applicazione per il buonessere: buone letture e buon cibo”, a cura di Casa Artusi e Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forlì e Cesena, Giordano Conti presenterà il libroIl bambino e la lumaca. Rileggere Piero Camporesi (1926-1977)”, di Elide Casali, Bonomia University Press, 2017.
L’autore, nel libro, ripercorre l’iter intellettuale scientifico e didattico compiuto da Piero Camporesi fra 1970 e 1997, a partire dall’edizione pubblicata da Einaudi della “Scienza in cucina” di Pellegrino Artusi fino a divenire il più grande storico dell’alimentazione del Novecento. Il libro di Artusi fa da tramite per l’approfondimento sugli aspetti storici antropologici e folclorici della cucina con particolare riferimento all’età moderna, nella prospettiva del rapporto tra presente e passato con una critica alle mode e ai miti alimentari “dell’oggi”.

Piero Camporesi, nacque a Forlì nel 1926, fu un filologo, storico e antropologo italiano. Si laureò in Lettere Moderne sotto la guida di Carlo Calcaterra con una tesi su Petrarca all’Università di Bologna, dopo aver seguito studi di medicina a Firenze, divenne docente di Lingua e letteratura italiana all’Università di Bologna a partire dal 1969 fino al 1996. Dedicò le prime ricerche agli studi su Francesco Petrarca, Vittorio Alfieri e Ludovico di Breme, poi si avvicinò al manuale di cucina di Pellegrino Artusi: “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” (di cui ha curato l’edizione critica nel 1970), dimostrando la centralità letteraria dell’opera e rivalutando, sotto il profilo dell’identità collettiva, il ruolo che un simile manuale di genere ha svolto; non soltanto nel fondare e unificare una tradizione gastronomica nazionale, ma anche nel promuovere la consapevolezza di una comune lingua italiana nei vasti strati di una popolazione ancora poco coinvolta nel processo unitario italiano. Gli studi sull’alimentazione si coniugarono poi nei saggi successivi con l’interesse per le tematiche della povertà e della sussistenza, rivolgendosi alla ricerca dei significati, delle simbologie, delle rappresentazioni e dei rituali folclorici dei cibi e delle bevande: dal pane al vino, dai funghi al formaggio, dal latte al cioccolato.
Successivamente con “Il libro dei vagabondi” (1973), Camporesi si avvicinò al fascino per i vagantes (vagabondi, ciarlatani, simulatori, furfanti, zingari, conoscitori dell’arte dell’inganno e della finzione) fino a comprendere esperti nei mestieri itineranti, dai pastori agli ambulanti, ai cantastorie come Giulio Cesare Croce; a professionisti dell’ars medendi, come il medico e chirurgo di “nazione bolognese” Leonardo Fioravanti vissuto nel Cinquecento, al quale Camporesi poi dedicò il suo ultimo libro: “Camminare il mondo”.
Camporesi, fu un autore ampiamente apprezzato in Italia e all’estero, tenne cicli di lezioni (Parigi, Barcellona, Costanza, Venezia), e partecipò a convegni di studi nazionali ed internazionali. Le sue opere furono (e continuano ad essere) tradotte in molteplici lingue (francese, inglese, tedesco, giapponese, olandese, portoghese, spagnolo e greco). Ricevette significativi e ripetuti riconoscimenti in premi letterari nazionali ed internazionali (Bellonci, Nonino, Tevere, Antico Fattore, Guidarello, Scala, Barbi Colombini) e incarichi di alto prestigio (Lettore al Premio Strega; Giurato al Premio Viareggio; Consulente scientifico alla Fondazione Cini relativamente al settore della cultura popolare veneta; Consigliere alla Biblioteca internazionale “La Vigna” di Vicenza). Una Figura singolare di studioso e di scrittore nel paesaggio della cultura del Novecento.
La partecipazione è ovviamente libera.

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Sono nata nel 1992 e vivo da sempre a Forlì. Dopo una laurea triennale in Scienze Internazionali Diplomatiche, in ottobre 2016 conseguo la laurea magistrale in Mass Media e Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche “R. Ruffilli” di Forlì. Poi la passione per la comunicazione mass mediale mi ha portato a studiare la Lingua dei Segni per i sordomuti presso la Facoltà di Interpreti e Traduttori di Forlì, con il secondo livello a giugno 2017, e nel frattempo ho condotto un programma radiofonico sui Borghi più belli di Romagna. Il mio peggior difetto? (Ormai, ahimè, reso pubblico) Debbo uscire sempre con carta e penna per prendere nota di tutto ciò che trovo interessante!