cimitero dovadola

Un Capitolo così, sia per la moltitudine dei religiosi come per la solennità delle cerimonie, io non vidi mai più nel nostro Ordine. E benché tanto fosse il numero dei frati, tuttavia con tale abbondanza la popolazione vi provvedeva, che dopo sette giorni i frati furono costretti a chiedere la porta e a non accettare più niente; anzi restarono altri due giorni per consumare le vivande già offerte e accettate“, così il frate Giordano da Gaiano descrisse il Capitolo dei francescani che si svolse nel 1221 ad Assisi per tutta l’ottava di Pentecoste dal 30 maggio all’8 giugno durante la quale vennero analizzati molti problemi: lo stato dell’Ordine, la richiesta di novanta missionari per la Germania, la discussione sulla nuova Regola. Passò alla storia come il Capitolo delle Stuoie, perché per ospitare i tremila frati presenti (qualcuno sostiene fossero ben cinquemila) si costruirono delle capanne di stuoie, e perché per la prima volta Fernando Martines de Bulhões, il futuro Sant’Antonio di Padova, incontrò Giovanni di Pietro Bernardone, il futuro San Francesco.

“Terminato il Capitolo, si legge ne “L’Assidua”, la biografia di Sant’Antonio, quando i ministri provinciali ebbero inviato i fratelli loro affidati alla propria destinazione, solo Antonio restò abbandonato nelle mani del ministro generale, non essendo stato chiesto da nessun provinciale, in quanto, essendo sconosciuto, pareva un novellino buono a nulla”. Fu padre Graziano, che allora “governava” i frati della Romagna, a proporgli di seguirlo perché ne aveva apprezzato soprattutto l’umiltà e la profonda spiritualità e ad assegnarlo all’eremo di Montepaolo di Dovadola dove già vivevano sei frati. Qui arrivò nel giugno 1221 e vi rimase poco più di un anno dedicandosi ad una vita semplice, a lavori umili, alla preghiera e alla penitenza. Nel settembre dell’anno successivo la comunità francescana di Dovadola scese a Forlì per assistere alle ordinazioni sacerdotali, probabilmente presso la chiesa dei frati che si trovava nei pressi dell’attuale piazza del Carmine, e sempre “L’Assidua” racconta che: “Venuta l’ora della conferenza spirituale il Vescovo ebbe bisogno di un buon predicatore che rivolgesse un discorso di esortazione e di augurio ai nuovi sacerdoti. Tutti i presenti però si schermirono dicendo che non era loro possibile né lecito improvvisare.

Il superiore si spazientì e rivolgendosi ad Antonio gli impose di mettere da parte ogni timidezza o modestia e di annunciare ai convenuti quanto gli venisse suggerito dallo Spirito. Questi dovette obbedire suo malgrado e “La sua lingua, mossa dallo Spirito Santo  prese a ragionare di molti argomenti con ponderatezza, in maniera chiara e concisa”. Della predica di Antonio giunse notizia ai superiori di Assisi, che lo incaricarono di andare a predicare. Antonio cominciò così a viaggiare ormai conosciuto col nome di Antonio da Forlì (così è indicato anche in una lapide posta nella Cattedrale di Lisbona ndr).

Per ricordare la permanenza a Dovadola e la rivelazione a Forlì gli amministratori di Dovadola hanno deciso di intitolare a Sant’Antonio di Padova il piazzale antistante il Cimitero comunale. Pertanto l’annuale festa del Santo a Montepaolo che si terrà martedì 13 giugno, anniversario della morte di Sant’Antonio, avvenuta a Padova nel 1231, si caratterizzerà con l’apertura del Santuario dalle 7,30 alle 19,00. Inoltre,  grazie alla collaborazione fra la comunità della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova dei Frati Minori e l’Associazione Gruppo di Preghiera di Montepaolo, durante l’arco della giornata sarà possibile partecipare a diverse inziative, come il pellegrinaggio a piedi che partirà alle ore 8,00 da Castrocaro Terme e arriverà a Montepaolo alle 10,00, in tempo per assistere alla benedizioni del pane e dei gigli, la celebrazione della Santa Messa alle 11,00.

Nel pomeriggio saranno in programma: alle 15,00 la processione lungo il Cammino della Speranza, che partendo di fianco al Santuario conduce alla grotta, e alle 16,00 la benedizione degli ammalati, dei bambini e dei pellegrini. La Messa delle 17,30 concluderà la giornata che vedrà anche l’apertura del negozietto dei ricordi e la presenza di uno stand gastronomico per la preparazione di piadina nell’orario di pranzo.

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.