immigrati profughi extracomunitari

Bourama, Ibrahim ed Hassane sono giunti nella città di Trapani a bordo di una piccola imbarcazione il 12 settembre 2016. Salvati, come spesso per fortuna accade, dalla Guardia Costiera e dalle navi del soccorso internazionale, in seguito all’interruzione dell’andamento autonomo della barca, il cui motore aveva funzionato per appena sei ore, sono stati trasportati sulla costa siciliana per poi essere trasferiti a Bologna dove hanno trascorso insieme sei giorni in una struttura di accoglienza provvisoria.
Le strade di questi giovani poi si sono divise. Bourama è stato trasferito a Portico di Romagna, Ibrahim in una struttura di Forlì e Hassane in un centro di accoglienza a Crevalcore. Attualmente, tuttavia, Bourama essendo stimato come ragazzo volenteroso è stato trasferito in un altro nuovo centro a Castrocaro Terme, dove lavora in cucina per portare avanti la vita di 20 giovani come lui giunti alla fine di marzo in Italia.
Mussulmani credenti, pacifici e praticanti che osservano il Ramadan, periodo in cui la loro vita è fatta di veglia e pasti notturni e di preghiera al calar del sole, di digiuno durante la giornata, rispondono alla mia domanda come possono dei ragazzi aver affrontato un viaggio così lungo, difficile e rischioso attraversando il Mediterraneo con una piccola barca sovraccaricata con più di 150 persone a bordo:
Erano tutti molto impauriti i miei compagni di viaggio, si aggrappavano alla barca senza parlare, io invece, ho parlato per tutto il tempo, dicevo che se Dio voleva che noi arrivassimo in Italia nulla poteva impedire ciò, perciò non c’era ragione alcuna di temere la morte, perchè dovevano seguire la volontà di Dio” racconta Hassane.
Ibrahim invece risponde semplicemente di non aver avuto tanta paura perchè sua madre aveva fatto per lui una benedizione per proteggerlo durante il viaggio.
Bourama a volta racconta: “Ci siamo imbarcati in una maniera inimmaginabile, non avevo tanta paura solo che vedevo le persone riversarsi in acqua ed a bordo di una delle altre barche c’era un mio amico che è caduto in acqua prima dell’arrivo del soccorso internazionale, purtroppo non si è salvato…”.
Questa è la disavventura di tre ragazzi che dalla Libia alla Sicilia e dalla Sicilia alla Romagna vivono tre storie parallele rischiando di mettere a repentaglio la loro vita e guardando in faccia la morte per inseguire la speranza di una vita in democrazia che forse non sarebbe mai nata nel paese dove sono cresciuti.
Oggi i tre ragazzi con la loro grande forza di volontà cercano una formazione professionale, il raggiungimento del permesso di soggiorno, un lavoro, una casa, la possibilità di farsi una famiglia e tanti amici sia italiani che connazionali. Perchè la vita continua anche in terra straniera, anche in culture diverse che, con il rispetto reciproco e il confronto tra di esse, rendono più ricca e più bella la quotidianità dove la condivisione della vita e della felicità finisce per rendere migliore la nostra sensibile e predisposta personalità.

Chiara Ruscelli

CONDIVIDI
Articolo precedente'Festa d'estate' a Malmissole, VIII edizione
Articolo successivoSecondo appuntamento “Aperitivo con l'esperto”
La comunicazione si conferma essere una funzione fondamentale nella vita di ogni essere umano e si può esprimere in diversi modi e forme di linguaggio. Un vettore di informazioni e comunicazioni è senza dubbio il web, con opportunità quali i blog o le pagine facebook in cui ognuno di noi può esporsi ed esporre all'esterno pensieri, opinioni o semplicemente commentare fatti avvenuti. Una RedAzione può aiutare a sviluppare o più semplicemente dare spazio a capacità e abilità di scrittura o fotografiche. Le modalità espressive varieranno in funzione dell'argomento, degli interessi o del destinatario dell'informazione, potranno essere: articoli, fumetti, vignette, critiche, interviste, video, foto e tutto quello che verrà in mente e che di volta in volta si riterrà più adatto. Il momento redazionale e di programmazione della redazione diventa uno dei modi con cui i ragazzi possono, oltre che ordinare e attribuire senso alle proprie esperienze, anche percepire attraverso relazioni sociali un possibile rapporto con gli altri, a sottolineare come l'individuo non dipenda solo dai propri sistemi di significato, ma anche dal suo rapporto con l'ambiente e con le persone con cui la sua vita si incrocia. L'idea è anche quella di far passare un messaggio chiaro all'esterno, la disabilità non parla solo di disabilità ma può aprirsi ed esprimersi su qualsiasi cosa faccia parte della vita: musica, sport e spettacolo sono solo alcuni degli argomenti che vorremmo trattare. Tutto questo avverrà in collaborazione con 4live, blog di informazione locale, gestito da Tommaso Di Lauro (giornalista iscritto all'albo).